ABBRACCI senza glutine e senza latticini con un buon libro da leggere

1486395026289.jpgOggi vi parlerò di questi deliziosi e famosissimi biscotti e di un romanzo di un’autrice italiana.

Le due cose vanno di pari passo perché il libro si intitola “Le regole del tè e dell’amore” di Roberta Marasco, blogger di Rosa per caso.

Quindi cosa c’è di meglio che bere un bel tè fumante, in una fredda giornata d’inverno, sgranocchiando biscotti appena sfornati e leggendo un romanzo che parla di tè??!?

Tutto questo nell’immaginario collettivo avviene nel tardo pomeriggio, magari accanto al camino.

In realtà per una mamma come me, la quiete e la pace si godono all’incirca dalle undici del mattino fino (addirittura!!) alle undici e trenta, quando i mestieri di casa sono fatti e per il pranzo c’è ancora tempo. 

Chi mi conosce bene sa che non sono donna da romanzi d’amore: amo alla follia i fantasy, i thriller e non disdegno i gialli, da cui viene anche il mio nome.

Non ho preconcetti, romanzi d’amore ne ho letti e, se scritti bene, sono una buona compagnia ma mi stancano velocemente.

Le regole del tè e dell’amore però non è SOLO un romanzo d’amore: è la storia di Elisa, una ragazza orfana, che non ha mai conosciuto il padre e che ha appena perso anche la cara zia (cuoca di torte favolose), alla ricerca di se stessa e delle sue origini e lo fa attraverso ciò che conosce bene e che anche sua madre amava, il tè appunto.

E’ un’avventura dell’anima, una ricerca delle radici perdute che possono ancorare al presente, all’essere se stessi, all’amore. Perché senza passato non può esserci futuro.

Quindi verrete catapultati a Roccamori, un piccolo borgo, e verrete accolti nelle casa delle Camelie per scoprire aromi e profumi di molte varietà di tè e una molteplicità di sentimenti.

No, decisamente, non è solo un romanzo d’amore….

Non sono una critica letteraria, il mio è solo un consiglio visto che il libro mi è piaciuto e tra le altre cose l’autrice ha un blog che seguo.

Ed ora passiamo ai biscotti, gli ABBRACCI appunto.

Fatti con farine naturali, senza glutine e senza latticini.

Facili e abbastanza veloci, nonostante il doppio impasto e la formatura dei cerchi richieda tempo.

Ho fatto parecchi esperimenti: solo con farina di riso e amidi senza lievito per esempio, ma erano troppo duri ed era difficile lavorarli perché poco elastico l’impasto.

Quindi la volta dopo ho aggiunto il lievito, cercando di ottenere una maggiore morbidezza ma il problema della poca elasticità perdurava.

Ho pensato quindi di aggiungere farina di mandorle. In effetti la frolla è risultata decisamente più lavorabile ed elastica. 💡

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INGREDIENTI:

1 uovo medio

40 grammi di olio di mais o di riso

60 grammi di miele millefiori o acacia

150/170 grammi di farina di riso finissima*

50 grammi di farina di mandorle *

10/15 grammi di cacao amaro *

20/30 grammi di amido di riso o mais *

½ cucchiaino da caffè di lievito per dolci *

*ingredienti a rischio contaminazione. Per Celiaci controllare che siano CERTIFICATI senza glutine.

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NOTA IMPORTANTE

Come vedete le dosi della farina, del cacao e dell’amido non sono “fisse”.

Questo perché ho fatto più e più volte la ricetta ed ogni volta la dose variava.

Dipende TANTISSIMO dalla grandezza dell’uovo e da quanto sono umide le farine.

Quindi il consiglio è di iniziare con la dose minima e al massimo aumentarla.

L’impasto NON DEVE ESSERE SECCO altrimenti non riuscirete a lavorarlo bene.

La consistenza è piuttosto morbida e LEGGERMENTE appiccicosa.

Il consiglio è, quando avrete ottenuto l’impasto corretto, non usate farine o amidi per aiutarvi a lavorarlo, piuttosto ungetevi le mani e ungete il ripiano per evitare che si attacchi.

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METTETE GLI INGREDIENTI ESATTAMENTE NELL’ORDINE DESCRITTO.

Accendete il forno a 180 gradi.

Rompete l’uovo e sbattetelo leggermente con una forchetta (o un frullino a mano) poi aggiungete l’olio e sbattete energicamente per un minuto per creare una crema omogenea e soffice. Aggiungete poi il miele e sbattete ancora per incorporarlo bene.

Ora aggiungete la farina di mandorle e amalgamatela.

Successivamente unite la farina di riso insieme al lievito, sempre sbattendo.

A questo punto il composto dovrebbe essere abbastanza denso, ma ancora lavorabile con la forchetta.

Ora dovete dividerlo in due parti UGUALI e procedere mescolando con le mani.

In una metà aggiungete il cacao poco alla volta, nell’altro aggiungete l’amido di riso.

Devono avere la medesima consistenza e morbidezza, se vedete che sono troppo morbidi aggiungete il resto della farina POCO ALLA VOLTA.

Fate attenzione poiché il cacao secca molto gli impasti.

Ora procedete formando dei filoncini, come si fa per gli gnocchi, con entrambi gli impasti.

Devono essere spessi circa quanto un dito.

Tagliateli poi ogni tre/quattro centimetri circa.

Ora dovete prendere un rotolino nero e uno bianco, sovrapporli leggermente e formare un unico rotolo.

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Unite poi anche le altre estremità formando un cerchio.

Foderate la placca con carta-forno e distribuiteli distanti perché cresceranno.

Infornate per circa 10 minuti. I miei hanno cotto 9 minuti esatti (li ho fatti belli piccoli) e perché mi piacciono morbidosi. Se voi amate i biscotti croccanti fateli cuocere almeno 12/13 minuti.

Sfornate e lasciarte raffreddare.

Ideali a colazione, a merenda ed anche a metà mattina con una tazza di tè e un libro 😉

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Torta ODIO AMORE con limoni e farina di mandorle, senza farina, senza glutine e senza lattosio

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Oggi è il Giorno della Memoria e quando si hanno bambini non è possibile dimenticare.

I bambini in qualche modo ci costringono a raccontare, a scavare dentro noi stessi, nelle nostre paure, nel nostro passato.

I bambini sono avidi di conoscenza e non si accontentano di chiarimenti lasciati in sospeso o appena accennati.

I bambini indagano e ragionano in modo alternativo, e arrivano a porre domande schiette, dirette, dolorose.

Mamma che cosa è l’olocausto?”

“Perché hanno ucciso tutte quelle persone? E perché nessuno ha fatto nulla per fermarli?”

Mamma, ho paura, può succedere ancora?”

Queste sono solo alcune domande che Alice mi ha posto in questi giorni, visto che a scuola hanno parlato del giorno della memoria.

Non si può far finta di nulla, non si può tacere, i bambini hanno bisogno di risposte che magari non abbiamo.

Anche se ha solo otto anni si interroga e cerca di capire come si è potuti arrivare a tanto odio, tanta violenza e io, purtroppo, una spiegazione a questo non ce l’ho.

Non è facile spiegare né capire, ma è giusto raccontare e ricordare.

Le parole ovviamente devono essere adeguate all’età e alla sua sensibilità: Alice ha molta paura della morte, è un argomento che la lascia smarrita e turbata e quindi affrontare certi discorsi diventa doloroso.

Mi chiede: “perché così tanta cattiveria? Perché la guerra?”

L’unica risposta che sono riuscita a darle è questa: “Ami Agata?” E prontamente mi risponde:“Certo! È mia sorella!!”

”Ma litighi molto spesso con lei, vi dite cose cattive, a volte non vi parlate più e vi picchiate. Ecco, la guerra è questo, non riusciamo ad accettare le differenze neanche di nostra sorella, urliamo, e alziamo le mani. Si inizia così, con cose da poco: ha preso il mio cerchietto, non vuole fare il mio gioco. Tutte le guerre cominciano così. Cerca di accettare lei COSI’ COME E’, inizia ad andare d’accordo con lei e il mondo sarà già un posto migliore”

So che non basta, che è riduttivo, ma per una bambina è già molto.

Le sue lacrime sincere cadono sulle mie mani, lacrime per tutta la sofferenza passata, per lo sgomento di scoprire l’odio, lacrime di paura.

Magari quelle piccole gocce potessero lavare via un poco di odio.

In questa giornata difficile, vi lascio una torta facile, fresca, senza glutine poiché priva di farina, senza latticini, senza nemmeno olio.

E’ una torta particolare perché molto umida, ma ciò che la rende unica è l’amaro.

Essendo fatta con i limoni interi il sapore è veramente intenso.

Quindi se non amate molto i limoni o il gusto amaro questa torta non fa per voi.

E’ una torta che si ama o si odia.

Anche da noi ci sono stati pareri discordanti: le bambine ovviamente l’hanno odiata, Marco ne era entusiasta e addirittura Claudio, il mio vicino, ha detto che è la torta più buona che io abbia mai fatto (e vi assicuro che sono TAAAANTE).

Personalmente l’ho apprezzata, ma l’amaro finale in bocca non mi fa impazzire.

La ricetta originale l’ho presa da IL CUCCHIAIO D’ARGENTO, modificandola leggermente, e come potete vedere anche i commenti su questo sito sono discordanti: alcuni addirittura l’hanno definita immangiabile.

Dipende anche molto da che limoni scegliete: devono essere molto molto maturi e abbastanza dolci. I limoni che si possono mangiare a morsi per intenderci. In più dovendo usare tutto è obbligatorio scegliere quelli biologici visto che sugli agrumi molto spesso usano sostanze nocive.

Se la fate mettetemi al corrente se L’AMATE O L’ODIATE.

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INGREDIENTI PER UNA TORTIERA DA 24 CM

2 limoni biologici medi

3 uova

300 grammi di farina di mandorle*

200 grammi di zucchero

½ cucchiaino da caffè di cremor tartaro*

½ cucchiaino da caffè di bicarbonato per attivare il cremor tartaro

1 tazzina da caffè di acqua

PER LA GLASSA

120 grammi zucchero a velo*

35 grammi di acqua

qb gocce di limone

*ingredienti a rischio contaminazione per celiaci

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Iniziate facendo bollire in acqua fredda i due limoni interi per circa 20 minuti.

Scolateli e fateli raffreddare.

Successivamente tagliateli in due ed eliminate tutti i semi. Se volete per facilitare questa operazione potete “spremerli” ma ricordatevi che vi serviranno TUTTE le parti del limone. Buttate solo i semi.

Accendete il forno a 160 gradi.

Ora tritate tutto, succo e buccia, aggiungendo l’acqua.

Tritate a più riprese, mescolando spesso con una spatola. Otterrete una crema densa e profumatissima. Se non siete riusciti a tritare bene tutto dovrete filtrarla con un colino.

Di questa crema dovete prelevarne solo 250 grammi da utilizzare per la torta.

Ora montate le uova con lo zucchero fino a quando saranno chiare (per me circa 20 minuti) e quando saranno spumose aggiungete i 250 grammi di crema di limone e mescolate.

Ora aggiungete anche la farina di mandorle, il cremor tartaro e il bicarbonato e mescolate.

Il composto sarà molto denso.

Versare nella tortiera ricoperta con carta forno e livellate bene.

Infornate per almeno 60 minuti.

FATE ATTENZIONE ALLA COTTURA. Non essendoci farina lo stecchino vi uscirà pulito ma non è detto che sia cotta. Deve essere bella dorata e con delle crepe sulla superficie.

Nel dubbio lasciate cuocere ancora 10 minuti.

Una volta sfornata lasciatela raffreddare.

Per la glassa unite lo zucchero con l’acqua e le gocce di limone. Mescolate bene.

Versate sulla torta e spalmate.

La glassa diventerà dura in seguito al totale raffreddamento.

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NOTE
  1. Se volete cercare di ridurre l’amaro potete togliere la parte fibrosa all’interno dei limoni una volta aperti dopo la cottura. Vedrete come dei pallini bianchi e basterà raschiarli con un coltello. Io ho provato ma l’amaro si riduce di poco.

  2. Non cercate di aumentare lo zucchero poiché non farà sparire l’amaro.

  3. La cottura è fondamentale: troppo poco e la torta sarà cruda al centro, troppo e non avrà quell’aspetto umido che la caratterizza. Se per sbaglio la sfornate poco cotta non preoccupatevi, è successo anche a me, NON BUTTATELA. Il giorno dopo con il frullino per montare sbattete un uovo e aggiungete la torta poco cotta a pezzi insieme a del latte vegetale per ammorbidire e ricuocete il tutto per circa 45 minuti. 😉 Non sarà così morbida e umida ma almeno non avrete buttato nulla!!!!

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Con questa ricetta partecipo al consueto appuntamento del venerdì del Gluten free Travel and Living, il 100% Gluten free (fri)Day!

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Gobeletti di mele – senza glutine e senza lattosio

1484822296044.jpgMai come quest’anno ho voglia che arrivi la primavera.

Non che l’inverno fino ad ora sia stato particolarmente duro qua da noi, ma è un continuo susseguirsi di piccoli malanni fra tutti i membri della famiglia.

Passo intere settimane chiusa in casa, senza poter uscire. In questi giorni guardo fuori dalla finestra e ammiro il paesaggio bianco di ghiaccio con il sole caldo che lo scioglie e vorrei essere in riva al fiume a correre, ma Agata è a casa dopo una brutta otite.

Timidi segnali che l’inverno cede leggermente il passo ci sono se si guarda bene: la siepe di gelsomino d’inverno dei miei vicini è piena di boccioli e alcuni rami sono già fioriti di un bel giallo acceso, le giornate sono un pizzico più lunghe e qualche pratolina ardita spunta solitaria.

Probabilmente lungo il fiume troverei qualche crocus e, forse, le prime foglie delle primule. Dovrei essere contenta che il ghiaccio ricopre ancora tutto visto che le mie allergie, quando sarà tutto fiorito, esploderanno e non mi daranno tregua.

Ma sono una sognatrice e nonostante gli occhi gonfi, il naso gocciolante e l’asma, vedere la natura riprendere vita è sempre uno spettacolo che attendo con il cuore gonfio di aspettative.

Ma io sono qui in casa con una tosse che non mi fa dormire la notte e quindi mi sfogo leggendo e cucinando.

Questi dolcetti sono nati, come spesso accade, per caso.

Avevo due mele renetta dimenticate sul fondo del frigorifero.

Ancora buone e sane ma molto molto mature e raggrinzite quindi ho deciso di farle cuocere con della cannella.

A quel punto ero indecisa se preparare dei biscotti con marmellata o delle mini tortine.

Non sapevo scegliere e i gobeletti liguri sono stati un buon compromesso: tortine ma fatte di pasta frolla come i biscotti!!! 😎

Ovviamente tutto senza glutine e senza latticini 😉

Per la frolla ho preferito la mia ricetta senza farina di mandorle (la trovate anche qui) perché più croccante e con l’interno morbido di mele sarebbe stata perfetta.

Sono piaciuti a tutti, soprattutto a mio marito che, di nascosto dalle bimbe, prima di cena ne ha divorati tre uno dietro l’altro!!!

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INGREDIENTI PER 10 GOBELETTI

1 uovo (il mio 53 grammi)

45 grammi di olio di riso (o mais o di semi)

190 grammi farina di riso finissima *

50 grammi amido di mais (maizena) o amido di riso *

½ cucchiaino cremor tartaro *

70 grammi sciroppo d’agave o miele d’acacia

½ cucchiaino raso bicarbonato

un pizzico di sale

1 uovo per spennellare la frolla

Per la marmellata:

2 mele renetta

2 cucchiai di miele di acacia

qb cannella

*ingredienti a rischio contaminazione per celiaci

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Accendete il forno a 180 gradi.

Preparare la marmellata di mele è facilissimo: mondate le mele e tagliatele a cubetti.

Ponete tutto in un padellino con il miele e la cannella e fate cuocere fino a quando le mele non si saranno disfatte e tutta l’acqua sarà evaporata. Il tempo dipende molto da quanta umidità hanno all’interno le vostre mele, le mie che erano secche a causa del frigo no frost ci hanno impiegato 25 minuti.

Per la frolla senza glutine sbattete con una forchetta l’uovo e l’olio. Dovete ottenere una crema liscia in modo che la lecitina presente nell’uovo incorpori l’olio e poi non esca in fase di lavorazione della pasta.

Aggiungete il miele e, sempre con la forchetta, mescolate bene.

Ora potete aggiungere le farine, il sale, il cremor tartaro e il bicarbonato.

L’impasto sarà morbido e lavorabile ma alla fine dovrete impastarlo con le mani.

Se necessario aggiungete della farina di riso per renderlo meno appiccicoso.

Stendete l’impasto abbastanza sottile mantenendo sempre il piano ben infarinato per non rischiare di far attaccare la frolla.

Io ho usato degli stampini alti per crostatine. Oliateli e infarinateli bene.

Ricavate dei dischi dello stesso diametro dei vostri stampini. Sarà la base dei vostri gobeletti. Fate aderire la frolla molto bene ai bordi in modo che prenda la forma. Non importa se è leggermente più bassa poiché dopo dovremmo chiudere con altra frolla.

Riempite tutto con la marmellata di mele senza arrivare al bordo altrimenti rischia di fuoriuscire in cottura.

Impastate insieme l’avanzo della frolla, stendetelo nuovamente e ricavate altri dieci dischi. Bagnate leggermente un lato in modo che si attacchi alla base e chiudete tutti i tortini sigillando bene tutti i bordi e premendo sui lati.

Con uno stuzzicadenti praticate due fori in ogni tortino per permettere all’aria di fuoriuscire, così non si gonfieranno.

Spennellateli con un uovo sbattuto e infornate per 10/13 minuti.

Devono risultare leggermente dorati.

Sfornate e lasciare raffreddare completamente ….anche se sarà dura resistere!!!

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 Con questa ricetta partecipo al consueto appuntamento del venerdì del Gluten free Travel and Living, il 100% Gluten free (fri)Day!

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TORTA IMPOSSIBILE senza glutine e senza latticini

1483089172224.jpgEcco la torta che volevo offrirvi prima di Natale!!

In realtà è stato un periodo colmo di malattie: prima la piccola Agata con la febbre alta per cinque giorni consecutivi, poi io con la febbre per ben due volte, poi mio marito ed infine anche Alice ha ceduto all’influenza.

Senza contare raffreddori, tosse, emicrania (per me) e tutto il seguito di dolori che comporta.

Quindi un Natale ammalati e la torta non ha avuto la priorità.

Lo sapete, cucinare è il mio mondo, ed il blog è per me importantissimo, ma le bimbe hanno assolutamente la precedenza.

Ve la propongo ora, per festeggiare insieme l’anno vecchio che va via e quello nuovo, ricco di aspettative, che si affaccia timido.

Ed il nome di questa torta la dice lunga…

Come nella vita reale, crediamo che le situazioni non ci cambieranno troppo, crediamo che di fronte ad un imprevisto o difficoltà particolare non saremo in grado di reagire. Poi quando le circostanze si presentano affrontiamo ogni situazione, a testa alta o piangendo, con orgoglio o più modestamente, ma ne usciamo vincitori e quell’IMPOSSIBILE, è divento un ricordo vago…

Il mio augurio per il 2017 per tutti voi è molto semplice: trasformate tutti i vostri “IMPOSSIBILE” in vittorie, realizzazioni, progetti concreti.
Afferrate in mano il vostro destino e cambiatelo!!!

IMPOSSIBILE!?

L’impossibile di questa torta non è perché sia di difficile realizzazione, anzi è molto semplice, ma perché quando la di prepara si ha l’assolta certezza che non uscirà.

La testa continua a dire….impossibile che i composti non si mescolino e che, anzi, si INVERTANO.

Ebbene si, quando leggevo la ricetta su blog stranieri (perché in Italia non è una torta conosciuta) mi dicevo che forse la traduzione Google aveva sbagliato. Dicevano di mettere per primo il caramello, poi il composto al cioccolato e poi il composto per il crème caramel, ma quando guardavo le foto l’ordine non era questo.

Poi ho capito. In fase di cottura il crème caramel filtra e finisce sul fondo separandosi in modo perfetto dalla torta al cioccolato.

A pensarci veramente impossibile…ancora di più nella mia variante senza glutine e SENZA LATTICINI.

Pensate che nella versione originale la parte morbida è composta da latte, latte evaporato e latte concentrato!!!! 😆 Probabilmente vengono usati per renderla più cremosa e soprattutto più “pesante”, in modo che si separi in modo impeccabile.

In effetti la mia esternamente non è così bella e perfetta come quelle originali.

Il composto bianco rimane leggermente sull’esterno di quello al cioccolato.

Ma non è un problema. Prima di pubblicarla e di raggiungere questo risultato ho provato a farla più volte modificando alcuni ingredienti, ma questa è la più facile e buona che mi sia uscita.

Sono molto soddisfatta e vi assicuro che gli ospiti rimarranno sbalorditi al taglio, poiché è molto particolare e insolita.

Oltretutto ha una cottura molto particolare ed diversa: viene cotta in forno ma a bagnomaria e coperta da stagnola.

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INGREDIENTI PER UNO STAMPO DI METALLO DA BUDINO CON IL BUCO

PER LA SALSA AL CARAMELLO:

100 grammi zucchero

20 grammi latte vegetale*

PER LA TORTA AL CIOCCOLATO:

120 grammi di cioccolato extra fondente sciolto a bagnomaria con 3 cucchiai di olio di mais o riso*

50 grammi farina di riso finissima*

20 grammi amido di riso o mais*

30 grammi cacao amaro*

90 grammi di zucchero

80 grammi latte vegetale non zuccherato (per me riso mandorla)*

20 grammi di olio di riso o mais

2 uova

1 cucchiaino raso di cremor tartaro*

mezzo cucchiaino di bicarbonato

PER IL CREME CARAMEL:

270 grammi di latte vegetale non zuccherato (per me riso e mandorla)

4 uova piccole (210 grammi circa)

1 cucchiaio di zucchero

*ingredienti a rischio contaminazione per celiaci.

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Accendete il forno a 180 gradi.

Iniziate preparando la salsa al caramello.

In un pentolino mettete i 20 grammi di latte vegetale e fatelo scaldare, è talmente poco che dovrete fare attenzione a non farlo evaporare troppo.

In una pentola dal fondo spesso mettete un terzo dello zucchero a fuoco alto. Quando inizierà a sciogliersi abbassate leggermente la fiamma e aggiungete un altro terzo. Per evitare la formazione di grumi che faranno fatica a sciogliersi NON MESCOLATE.

Quando lo zucchero sarà quasi tutto sciolto aggiungete l’ultimo terzo. Se vedete che scurisce troppo abbassate la fiamma. Potete mescolare con una spatola in silicone quando sarà quasi tutto sciolto.

Quando avrete un bel caramello liscio e ambrato aggiungete il latte che bolle CON MOLTA CAUTELA poiché il caramello farà moltissime bolle ed è veramente pericoloso.

Mescolate con cura fino a quando non avrete una crema.

Ora versatelo sul fondo dello stampo oliato e infarinato (con farina di riso).

Lasciate raffreddare.

Preparate la torta al cioccolato montando le uova con lo zucchero fino a che non saranno bianche e spumose, poi abbassate la velocità del frullino e aggiungete prima l’olio e quando sarà incorporato il latte.

Ora versate il cioccolato fuso e fate amalgamare e infine tutte le farine, il cacao, il cremor tartaro e il bicarbonato, continuando a mescolare alla minima velocità fino a quando non avrete un composto liscio e molto denso.

Versatelo sopra la salsa al caramello.

Per il crème caramel frullate uova, latte e zucchero. Versate il tutto sopra la parte al cioccolato in modo molto molto delicato, magari aiutandovi con un cucchiaio.

Ora viene la parte molto interessante che è la cottura.

Ponete il vostro stampo dentro una terrina da forno dai bordi alti piena di acqua.

Se non l’avete potete usare un altra tortiera più grande oppure come ho fatto io una pentola in metallo senza manici di plastica, quelle apposta per il forno.

Lo stampo con la torta dovrà avere l’acqua all’esterno almeno per due terzi dell’altezza.

Ora coprite il tutto con la carta stagnola e infornate.

Dovrà cuocere almeno 70 minuti coperta senza aprire il forno.

Poi se non è cotta (prova stecchino) altri 10 minuti senza stagnola.

Sfornatela e lasciatela raffreddare completamente. Poi ponetela in frigorifero per almeno 4 ore.

Quando dovrete servirla basterà immergere lo stampo in acqua molto molto calda per qualche secondo.

Appoggiate il piatto da portata sopra e capovolgete.

Fate attenzione che il caramello andrà ovunque!!!

Se non dovesse scendere scaldate la base con una fiamma da crème brulee (cannello).

Va conservata in frigorifero.

AUGURI A TUTTI

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Con questa torta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day!!!

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Se volete replicare questa torta usate l’hashtag #cioccolatoeliquirizia o linkate il mio blog!!!!

Mi trovate anche su Facebook CioccolatoeLiquirizia

Su Instagram come cioccolatoeliquirizia 

Inoltre ringrazio tantissimo mia cognata Elisa e Arckid per gli splendidi decori in legno a forma di fiocchi di neve delle fotografie!!!

Biscotti speziati senza glutine e senza lattosio – La fuga dell’omino di panpepato!!


1481289764080.jpgI ricordi d’infanzia ci tengono compagnia, ci fanno sorridere e piangere, sono la parte di noi che torna e ritorna per farci vedere come eravamo, l’educazione che ci hanno impartito, i giochi che amavamo fare, le persone che ci circondavano e che ora sono invecchiate o che magari non sono più qui sempre con noi.

I ricordi sono selettivi: raramente ricordiamo le sgridate, se non quelle eccezionali, ricordiamo gli avvenimenti felici, le gite fuori-porta, magari qualche festa di compleanno o di carnevale.

Per quanto mi riguarda ho una pessima memoria del mio passato. La maggior parte dei compagni di classe, anche quelli delle superiori, non li rammento.

Mi ricordo perfettamente di essere stata, e di esserlo tuttora, una bambina molto solitaria che amava giocare sopratutto con gli animali e la natura: foglie, rami, sassi, tutto diventava parte di un divertimento solo mio.

Ho avuto l’enorme fortuna di passare le mie estati, e tutte le vacanze da calendario scolastico, in montagna, circondata da mucche, capre, conigli, galline e ogni sorta di animale. Ammiravo stupita le lucciole, venivo svegliata dal latrato dei cani e mi addormentavo con il canto ritmico della civetta.

Le mie giornate trascorrevano sui prati fioriti o innevati, a seconda della stagione e non mi sono mai annoiata, seppur sola. Anche perché sola non ero: certo non c’erano altri bambini, ma qualche capra o mucca erano comunque sempre li al mio fianco. E se mi allontanavo la signora che si prendeva cura di me, Angela, e che è stata una seconda madre, mi faceva seguire dal cane pastore per sicurezza.

Passavo intere ore sugli alberi a leggere libri o a inventarmi storie. Costruivo piccole dighe nei ruscelletti, aiutavo a girare il fieno ed alla sera stremata mi stendevo nell’erba ad aspettare qualche stella cadente.

Quando ero a casa in città non avevo un giardino e nemmeno un cortile dove sfogarmi. Ma adoravo la scuola e il pomeriggio mentre mia madre stirava facevo i compiti sul tavolo del soggiorno. Poi c’erano i libri a tenermi compagnia ed anche qui cani o gatti.

La presenza “umana” di altri amici non mi è mai stata indispensabile. Avevo un’amica fin dal primo giorno di scuola e mi bastava. Ancora adesso è lei l’Amica con cui condividere istanti di vita preziosi.

Ovviamente nei ricordi ci sono anche odori e fragranze di cibo e di persone.

E’ per me una parte fondamentale di ciò che sono stata: gli aromi e i profumi che mi circondavano sono parte di me. L’odore della pelle di mio padre per esempio, che di tanto in tanto mi viene ancora a trovare, il profumo pungente della neve che cade per la prima volta e che ricopre i prati erbosi o di quello fastidioso del cancellino e del gesso a scuola. I miei genitori avevano un’edicola e ricordo perfettamente l’odore forte e penetrante della carta appena stampata. Nella mia Anima c’è il sentore del bosco, dei funghi, e della terra umida. Nel mio DNA credo ci sia il profumo fiorito del fieno e della resina fresca …

Ma ricordo come se fosse ieri l’olezzo in cucina quando mia madre preparava i rognoni!!! E molti ricordi sono per il cioccolato che potevo assaggiare solo una volta al mese.

Le essenze del cibo sono indelebili nella mia memoria e sicuramente condizionano il mio modo di cucinare. Abitavamo sopra una panetteria quindi la fragranza del pane appena cotto, dei biscotti, le torte sono nel mio profondo.

Angela, la mia seconda madre, aveva un ristorante, quindi molto del mio tempo lo passavo in cucina accanto a lei, vicino alla stufa a legna. E assaporavo prima con l’olfatto i suoi piatti. Per me era una festa quando mi chiedeva di scendere in cantina a scegliere un salame: mi sentivo grande, una prediletta, e assolvevo il mio compito con molta cura. Quando entravo nella stanza dove erano appesi, l’odore della muffa mi infastidiva, ma a poco a poco arrivava l’aroma pungente delle spezie: il pepe, il macis e poi, inconfondibile, quello della carne stagionata.

Irrimediabilmente io sono quegli odori, profumi, fragranze ed essenze. Io sono ciò che ho respirato e che alle volte mi tiene compagnia, nei miei ricordi.

E quando sento il profumo della legna nel camino (che non ho), o l’odore dell’inchiostro fresco di stampa, o percepisco un sentore che non può essere reale, allora so che non sono sola.

Questi biscotti sono un concentrato di profumi e aromi anche diversi: lo zucchero grezzo di canna molto aromatico che si caramellizza, le spezie e il cioccolato.

Un trionfo di ricordi…ed è già Natale!

Sono biscotti tipici della tradizione del nord Europa. In Belgio sono chiamati Speculoos, in Germania Lebkuchen e Pepperkaker in Norvegia.

Ognuno ha la sua ricetta, io l’ho personalizzata rendendola senza latticini e senza glutine.

Da quello che ho capito navigando sui vari blog stranieri, loro usano addirittura un misto di spezie creato apposta per i biscotti e già dosato.

Io ho usato ciò che piace a noi e quindi per esempio ho evitato il pepe che alle bimbe non piace.

A dire il vero non credevo comunque che le bambine li avrebbero graditi ed invece ho dovuto farli e poi rifarli e quindi farli ancora.

Quindi quelli che vedete in queste foto non sono gli stessi che vi avevo anticipato su Facebook il primo di Dicembre, a quelli ne sono seguiti altri e poi altri ancora!!!

Agata poi ha insistito per avere l’omino di pan di zenzero che è la sua storia preferita e quindi a voi la ricetta e attenti…..l’omino scappa via!!! 😉

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INGREDIENTI:

1 uovo

40 grammi olio di mais o di riso

80 grammi farina di mandorle *

60 grammi di zucchero integrale di canna

1 cucchiaio di miele di acacia

120 grammi farina riso finissima *

30 grammi di fecola di patate o amido di riso *

3 grammi di cannella (circa 2 cucchiaini abbondanti)

2 baccelli di cardamomo (dovrete aprirli e tritare a coltello i semi)

1 pizzico di sale

3 o 4 grammi di zenzero fresco grattugiato con il suo succo.

½ raso di macis o noce moscata

PER LA COPERTURA:

200 grammi di cioccolato extra fondente di ottima qualità*

30 grammi di latte vegetale (per me riso)*

10 grammi di burro di cacao

* Ingredienti a rischio contaminazione per celiaci

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Accendete il forno a 170 gradi.

Per fare la pasta frolla dovete procedere esattamente così altrimenti l’olio uscirà dalla pasta mentre la lavorate.

Con una forchetta sbattete l’uovo insieme all’olio e miscelateli bene in modo da ottenere una crema omogenea. Così facendo date modo alla lecitina contenuta nelle uova di agire e di inglobare l’olio.

Ora aggiungete il miele e lo zucchero e mischiate ancora. Non preoccupatevi se lo zucchero di canna non si scioglie bene, è normale.

Ora potete aggiungere le farine, le spezie e il sale.

Se non riuscite più a mescolare con la forchetta disponete tutto sul ripiano da lavoro leggermente infarinato e formare una palla morbida.

Come dico sempre non è detto che esca sempre nello stesso modo: dipende dalla grandezza dell’uovo, dall’umidità delle farine e dello zucchero e in questo caso anche dallo zenzero.

Avendola fatta tante, tante volte vi dico che se c’è la necessità aggiungete della farina di riso ma pochissima alla volta per non rischiare di rendere l’impasto troppo duro.

Non ho messo apposta il lievito poiché devono essere belli croccanti ma non duri.

Ora stendete l’impasto con un mattarello, aiutandovi sempre con la farina di riso per non farlo attaccare al ripiano.

Usate i taglia-biscotti che più preferite e disponeteli su una placca ricoperta da carta forno.

Infornate per circa 7 minuti, non devono diventare tropo neri.

Lasciate che si raffreddino completamente.

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Per la copertura al cioccolato devo fare un discorso a parte.

Molti vi diranno di sciogliere il cioccolato a bagnomaria e semplicemente di intingerli dentro e lasciarli raffreddare.

Certo, è il metodo più veloce e pratico. Escono lucidi e bellissimi come quelli della foto iniziale al post.

Ma il risultato ottenuto sarà bello per poco poiché il cioccolato non è temperato. Già il giorno successivo il cioccolato inizierà a fare dei “pallini” che poi si coloreranno inesorabilmente di bianco. Guardate la foto qui in basso con attenzione e vedrete come delle piccole bollicine affiorate sul cioccolato. Qui sono passate meno di 24 ore.

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Quindi se dovete regalare i biscotti per Natale non ve lo consiglio.

Saranno belli impacchettati e quando li consegnerete avranno un aspetto orribile.

Bisogna evitare che la cristallizzazione del cioccolato rovini tutto.

Io ho provato a fare questa ganache con latte vegetale e burro di cacao. E’ molto più difficile ricoprirli poiché il cioccolato è più denso e meno fluido, in più sono meno lucidi ma restano belli più a lungo. Il cioccolato non sarà così croccante ma più morbido, il che non guasta.

Non so dirvi per quanti giorni durino…non resistono tanto a lungo in casa!!! Sicuramente il giorno successivo sono ancora perfetti. 

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Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria, quando è sciolto aggiungete a piccole dosi il latte e mescolare. Vi sembrerà che il cioccolato indurisca molto ma poi si scioglierà nuovamente. Aggiungete anche il burro di cacao e mescolando fatelo sciogliere completamente.

Ora potete procedere alla copertura dei vostri biscotti come meglio preferite.

Io ho fatto i calzoncini agli omini e lo smoking alle stelle.

Con uno stuzzicadenti intinto nel cioccolato potete anche fare gli occhi e i bottoni, oppure sbizzarritevi con la fantasia 🙂

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