Challah al miele di castagno e noci

1453221300527.jpgLa sfida di questo mese per la re-Cake 2.0 è la Challah. Non sapevo cosa fosse e mi sono informata.

La Challah è il pane ebraico del sabato, che è il giorno di festa. E’ un pane leggermente dolce ma accompagna anche pietanze salate.

Ciò che inizialmente mi ha stupito è che pur essendo come un pan brioche non contenesse né burro né latte.

E poi ho scoperto che gli Ebrei non consumano latticini quando mangiano carne. E il sabato la consumano, quindi il pane non può contenere latticini.

Da quello che ho capito è il pane che ricorda la manna dal cielo che Dio mandava al suo popolo e quindi la tradizione vuole che sia coperto da un panno ricamato. Solitamente la challah ha forma di treccia e ogni tipo di intreccio ha un significato profondo e preciso. Nulla è fatto per caso.

Trovo che tutto questo abbia un certo fascino e trovo le tradizioni ebraiche molto interessanti.

In molte culture il pane ha una simbologia sacra.

Il pane è Vita e Amore.

Credo che il cibo fatto con Amore sia il più buono in assoluto.

Proprio per questo motivo ho voluto usare una farina particolare. La farina di tipo 1 che ho ricevuto in dono da Prelibata per aver vinto una loro sfida. E’ una farina speciale non solo perché è poco raffinata, ma soprattutto perché è ottenuta da agricoltura biodinamica.

E una farina così carica di cura e passione non poteva che servire a preparare un pane anch’esso così ricco di storia e tradizione.

Rispetto alla ricetta proposta ho voluto aggiungere solo noci sminuzzate e anche miele, non solo nell’impasto e come glassa sulla superficie, ma anche spennellato all’interno. Questo perché la colazione preferita da tutti in famiglia è proprio pane miele di castagno e noci.

Così il pane è già al miele di castagno e le noci sono all’interno.

In più ho aggiunto al’impasto dello zafferano. Lo amo particolarmente nei lievitati dolci e lo uso al posto della vaniglia. Dona un aroma e un sapore caratteristico, non troppo invadente. Vi lascio solo immaginare quanti profumi avrete nella vostra cucina mentre questo pane incredibile cuoce: il miele di castagno con la sua nota amarognola, la dolcezza dello zafferano e le noci che, scaldandosi, rilasciano l’olio e aggiungono un aroma inconfondibile.

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Ingredienti per una teglia da 28 centimetri:

400 grammi di farina tipo 1

100 grammi di farina di Manitoba integrale

10 g sale

40 grammi lievito madre secco attivo

1 uovo grande

40 ml olio di riso

90 grammi miele di castagno

180 ml acqua tiepida

2 cucchiai miele diluito con 1 cucchiaio di acqua bollente

1 bustina di zafferano e 6 pistilli

20 noci sminuzzate finemente ma non a farina.

*Gli ingredienti scritti in corsivo sono le mie variazioni alla riceta originale.

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Prendere una tazzina, mettere all’interno i pistilli di zafferano e due cucchiaini da caffè di acqua calda ma non bollente. Sciogliere la bustina di zafferano nell’acqua per l’impasto.

Porre la farina nella ciotola del robot da cucina (o nella planetaria), aggiungere il sale e mescolare bene.

Aggiungere lo zucchero, l’uovo, l’olio e il miele e impastare. A questo punto aggiungere anche il lievito madre secco che non deve mai entrare a diretto contatto con il sale. Aggiungere gradualmente l’acqua fino a quando l’impasto è morbido. Aggiungere l’acqua con i pistilli.

Ho dovuto aggiungere molta più acqua della ricetta originale e credo che dipenda dal fatto che le farine non raffinate assorbono molta più acqua.

Per chi non ha la planetaria, lavorare ancora l’impasto anche a mano, per renderlo omogeneo e scaldarlo leggermente. Fare due pieghe veloci, formare una palla con l’impasto, porlo in un recipiente alto e coprire con pellicola.

Lasciare lievitare. Il mio impasto ha più che raddoppiato in tre ore e mezza.

Rivestire una teglia (meglio se con cerniera) con carta da forno e ungere i lati e mettere al centro della teglia un coppa pasta di 5 cm di diametro.

Stendere l’impasto senza ri-lavorarlo fino a quando non si raggiunge uno spessore di circa mezzo centimetro e con un coppa pasta da 12 centimetri di diametro ricavare dei cerchi.

Io ho fatto 8 rose quindi ho dovuto fare 16 cerchi.

Prendere una ciotola con 2 cucchiai di miele di castagno e aggiungervi un cucchiaio di acqua molto calda.

Per fare le rose utilizzare quattro cerchi e metterli in fila, uno sopra l’altro, affinché ogni cerchio si sovrapponga a quello sotto di esso solo per una metà. Spennellare l’impasto con il miele leggermente sciolto nell’acqua e coprire il tutto con la granella di noci. Non troppo altrimenti fuoriesce.

A partire dal cerchio in basso, quello completamente attaccato al piano di lavoro, arrotolare la pasta formando un cilindro. Per stringere il cilindro, rotolare delicatamente sulla superficie di lavoro.

Usando un coltello affilato, tagliare il rotolo a metà. Così avrete due rose con una base piatta.

Posizionare ogni pezzo, con il lato piatto verso il basso nella teglia, lasciando circa 2-3 cm tra loro.

Ripetere i passaggi precedenti per fare abbastanza rose per riempire la teglia. 

Coprire e lasciare lievitare ancora un ora.

Cuocere la Challah in forno preriscaldato a 180° per circa 25 minuti, fino a doratura.

Quando la Challah è cotta spennellarla con la glassa di miele. E infornare ancora un minuto.

Sfornare e lasciare la Challah a raffreddare un po’ e poi toglierla dalla teglia. 

Lasciare raffreddare completamente su una gratella.

La mia si è mantenuta abbastanza morbida per due giorni.

Alcune rose le ho congelate per darle come merenda a scuola ad Alice. Come vedete invece la piccola si serve da sola 😉

Quindi partecipo a Re-Cake con questa mia versione della Challah

 

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27 pensieri su “Challah al miele di castagno e noci

  1. Una manina!! *-*
    Io questo pane lo conosco grazie a Sex and The City, quando Charlotte decide di diventare ebrea e segue il corso XD Interessante! Però questo mese ho deciso per fin troppi contest, quindi mi sa che non ce la faccio a partecipare… Casomai la ricopio da te più in là 😀

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  2. E’ stupenda questa ricetta e bellissimo questo “pane”.
    Da noi si fa un dolce (anticamente creato alla corte di Isabella d’Este a Mantova) che si chiama Torta delle rose, perché fatto con quella forma e anche in Germania fanno un dolce simile, con meno burro e con l’uvetta sultanina e lo chiamano “Chiocciola”.
    Buon giovedì.

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  3. È veramente splendido. Pur avendo visto Sex & The city ( 😛 ) non lo conoscevo. Il pane è un alimento “caldo”, quelli fatti bene (come questo) mi fanno pensare a delle coccole materne. E quella manina che ci hai regalato la dice lunga 🙂 Grazie!

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      • Be’ però bisogna “dare a Welda quel che è di Welda”. Se sei brava sei brava 😀 Sai, quello che mi porta molto ad apprezzare in genere (sia che si tratti di una preparazione molto complicata sia di una preparazione semplice) è l’impegno, l’entusiasmo, la passione e spesso l’amore che ci accompagna nelle preparazioni (gusti a parte) anche quando “la ciambella non riesce col buco”. Proprio perché dietro c’è tutto quello e molto più. ❤

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    • Grazie mille! La manina non solo l’ha toccato il pane….se l’è divorato 😉 …grazie per essere passata di qui Stefania. Ma perché faccio sempre fatica ad accedere al tuo blog??

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  4. Pingback: Pastiera senza latticini e senza soia by Welda - Prelibata | Percorsi nel Gusto

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