Fiamme senza glutine e senza latticini

1513347110093.jpgAlice non conosceva l’esistenza delle fiamme.

Prima della sua intolleranza andavamo spesso in pasticceria a fare colazione ma non so se le avesse mai viste o se ne avesse il ricordo.

Un giorno un suo compagno di classe le offre una fiamma gigante e ovviamente lei rifiuta ma altrettanto ovviamente ci rimane male.

A casa mi chiede cosa c’è dentro le fiamme e io cerco di sminuire: “guarda, non è nulla di che, un biscotto con della crema al cioccolato rivestito di cioccolato” 😳

Non sono molto brava in queste cose 😆

Certo! Come se son fosse nulla tutto quel cioccolato e quella crema!!!!”

E così mi strappa la promessa di cercare di farle.

E penso “Che sarà mai”.

Ecco, mai pensarlo.

Non che siano difficili, anzi, la cosa complessa è stato solo capire come renderle esteticamente belle.

Perché il biscotto è una pasta frolla alle mandorle, la crema interna una ganache fatta con il cocco e sono tutte preparazioni facili, che nelle mie ricette trovate spesso.(qui, qui e anche qui)

Solo che quando colavo il cioccolato fuso, la bella fiamma di ganache che avevo creato diventava uniforme e non era per nulla bello da vedersi.

Solo al terzo tentativo ho capito che non dovevo coprirle tutte e che il cioccolato fuso doveva essere poco e ricadere ai lati della ganache.

Non sono proprio come quelle di pasticceria ma almeno sono belle 😉 In più sono senza glutine e senza latticini!!!

Ad Alice sono piaciute molto e non solo a lei.

L’unico appunto che mi ha fatto è stato: “Mamma, ma tutto quello che fai sa di cocco!!”.

Effettivamente è vero, il cocco è il miglior alleato di un intollerante al lattosio, vedrò se riesco a trovare un’alternativa.

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INGREDIENTI

Per la frolla

1 uovo (circa 50 grammi)

45 grammi di olio di riso o mais

80 grammi di farina di mandorle *

115 grammi farina di riso finissima *

20 grammi amido di riso *

50 grammi di miele di acacia

Per la ganache

220 grammi cioccolato fondente 60% *

200 grammi crema di cocco (o latte vegetale un poco grasso)*

1 o 2 cucchiai di miele di acacia

15 grammi di burro di cacao

Per la copertura

300 grammi di cioccolato fondente al 60% o 70%*

*Ingredienti a rischio contaminazione per celiaci. Controllare che siano certificati.

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Preparate la ganache che dovrà raffreddarsi.

Mettete il cioccolato in una terrina, più larga del pentolino che userete con l’acqua. Tenete la fiamma bassa e fate sciogliere il cioccolato lentamente, girando di tanto in tanto con una spatola. Fate attenzione che l’acqua non raggiunga il bollore. Nel frattempo fate scaldare il latte di mandorle in un pentolino anche questo senza farlo bollire.

Prendete la ciotola con il cioccolato fuso e versate al centro un terzo del latte di mandorle e mescolate vigorosamente con  movimenti veloci. Diventerà molto duro, non abbiate paura e mischiate fino a quando il liquido non si sarà incorporato bene. Quando tutto sarà amalgamato procedete versando un altro terzo al centro e mescolate fino a quando non sarà tutto liscio e fluido. Versate infine anche l’ultimo terzo e mescolate con cura.

Ora aggiungete il burro di cacao e incorporatelo (se non lo trovate potete usare olio di cocco)

Sarà molto liquida ma si indurirà nel raffreddarsi. Riponete in frigo.

Lasciare raffreddare almeno 10/15 minuti mescolando ogni tanto.

Preparate la frolla.

Accendete il forno a 180 gradi.

Con una forchetta sbattete l’uovo con l’olio fino a farli amalgamare molto bene così l’olio non tenderà a separarsi in cottura, questa operazione è molto importante per la buona riuscita della frolla.

Aggiungete il miele e continuate a mescolare.

Ora unite farine e amido di riso e mescolate fino a farli incorporare poi proseguire con le mani. Create una palla omogenea ma non lavorate troppo l’impasto, solo quanto basta per rendere la frolla uniforme. Sarà ancora appiccicosa ma cospargete il piano lavoro con poca farina di riso e sarà perfetta!!

Non è necessario il riposo in frigo.

Aiutandovi con la farina di riso stendete l’impasto alto circa 5/6 millimetri e create con uno stampo tanti piccoli tondini.

Io non avevo un taglia biscotti così piccolo ed ho usato la parte larga di una bocchetta per sac a poche del diametro di 3,5 centimetri 😉

Infornate e cuocete per circa 10 minuti, devono risultare ben cotti ma non bruciati.

Lasciare raffreddare completamente.

Quando la ganache sarà indurita abbastanza mettetela in una tasca da pasticcere munita di beccuccio a stella grande.

Fate su ogni biscotto una piccola fiamma con la ganache.

Per aiutarvi ho realizzato un mini video, la qualità non è buonissima ma serve al suo scopo:)

Dopo aver formato tutte le fiamme fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato da copertura, senza farlo scaldare troppo, e colatelo sulle fiamme aiutandovi con un cucchiaino.

Lasciare indurire completamente.

Ed eccovi le vostre fiamme al cioccolato senza glutine e senza latticini, quindi prive di lattosio, adatte anche a chi è in disintossicazione.

BUONA MERENDA e buon 100% gluten free (fri)day 🙂

Con questa ricetta partecipo la 100% gluten free (fri)day organizzato da Gluten Free Travel & Living

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Torta paradiso con mousse di cachi – senza glutine e senza latticini

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A volte qualcuno mi chiede “Ma perché corri? Non hai paura sola?”

Rispondere è complesso, ma questa sera posso provarci, a modo mio.

Era da tanto, troppo, che non correvo di sera ed oggi mi è stata regalata un ora dalla mia mamma e ne ho subito approfittato.

Scarpette nuove, d’obbligo la bomboletta per l’asma e via lungo il fiume.

Non ricordavo quanto bello potesse essere il paesaggio serale, i colori tenui, smorzati, sbiaditi dalla giornata, dal tempo, dall’autunno. Il silenzio mi avvolge e mi culla, in lontananza solo il vociare frenetico dei cani rinchiusi in gabbia. Tutto è immobile, fermo, come sospeso: l’acqua del fiume è poca e stagnante e raduna foglie ingiallite che galleggiano intorpidite dall’aria fresca. Un gabbiano volteggia sulla mia testa in cerca, forse, di compagnia.

Ma il mio percorso è in solitaria, costeggio il canale colmo ma lentissimo e cupo. Il sole stanco si china, si specchia nelle acque e arrossisce ed uno stormo di anatre prende il volo intimorite dal mio arrivo.

Quindi decido di voler ammirare questo panorama da sopra la collina, dove c’è la chiesa e mi intrufolo tra i vecchi vicoli del paese, con passo felpato come un gatto per non essere vista e salgo con fatica le lunghe scale e poi su per l’infinita salita. Credo di non farcela, il fiato è corto, ma manca poco. In lontananza vedo il sole che ha deciso di aspettarmi e mi incita a non fermarmi.

Arrivo in cima e lo spettacolo è enorme: sul paese, sui campi e fino in fondo, dove svetta un campanile eremita, si alza fiacca la bruma che tutto avvolge come una coperta di seta.

Il sole finalmente raggiunge l’orizzonte ed io mi fermo: respiro veloce, che il fiato si fa corto, ma i miei occhi han sete di vedere questo spettacolo e il mio cuore sussulta di gioia per ciò che mi è stato donato in questa serata d’autunno.

Ma il riposo è un attimo fuggente, il sole è calato e la strada si farà cupa.

Veloce corro per la discesa, che facile non è, scelgo la strada corta che porta al ponte e, tolti gli auricolari, odo solo il suono ritmico dei miei passi sui sassi ed il respiro affannoso. Il silenzio mi avvolge ed io ora mi tuffo in quella bruma che sfioro e mi accarezza e mi culla. L’aria fresca arriva ma è solo un lieve pizzicore sulla pelle accaldata e sudata. Non ho paura, son sola ma non troppo, ogni anima del mio passato mi fa compagnia ed io corro ancora più adagio per assaporare ciascun istante e attimo di un’ora che volge al termine: fra pochi passi sarò al bivio per casa, e poi l’ultima salita con la fine di questo sogno ad occhi aperti. Rimetto la musica, inizia “Don’t cry”, perfetta per questa serata lieve e malinconica e allora decido di prolungare il sogno quindi dritta al bivio, solo un chilometro in più passando sotto al salice piangente e accanto ai meli carichi di frutti gialli.

Un albero di cachi, piccolo piccolo, poco più alto di me si fa notare per i suoi rami carichi di frutti maturi e succosi. Talmente carico che il peso curva la pianta che resiste al peso eccessivo.

E il torpore inizia ad arrivare, quasi buio, quasi stanca ma nulla ora può farmi fermare, corro, corro, attraverso il ponte, corro sulla strada colma di persone che tornano dal lavoro, arrabbiate, deluse, nervose, ed io che le sfioro serena e le gambe sembrano andare da sole.

Corro, raggiungo la via, vedo la casa in lontananza ed intravedo la mia bimba impegnata nel gioco, corro e poi un grido gioioso e acuto, MAMMA! Le mani che lasciano in monopattino che prova a restare in equilibrio cadendo poi rovinosamente sul selciato e i suoi passi rapidi e veloci, la SUA corsa verso di me. Mi butta le braccia al collo “Mamma, sei tornata, sei a casa”

“Si Amore, SONO A CASA”

Ecco cosa è la corsa, emozioni, pensieri, sensazioni, colori, sfumature. Tutti i sensi del corpo che entrano in comunicazione fra loro in un crescendo emozionante di visioni e attimi sia fisici che mentali. Non provo paura, anche quando la strada è quasi buia, anche se sono in mezzo ai campi, anche se il sentiero è fuori dal cammino comune. Corro e basta.

Alcune ricette nascono così, correndo.

I cachi mi hanno chiamato. Ho dovuto farne una torta.

E visto che molti dicono che le mie torte sono troppo complesse ho deciso di ripartire dalle basi: torta paradiso, più semplice di così 😉

Ma ovviamente torta paradiso senza glutine e senza latticini.

La ricetta l’ho presa dal maestro Sal de Riso e l’ho semplicemente sglutinata e delattosata, volendo usare lo strutto per non seccarla troppo.

Purtroppo le farine senza glutine sono molto asciutte e il giorno dopo le possono risultare secche. Lo strutto aiuta ad evitare questo.

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INGREDIENTI

100 grammi di fecola di patate*

90 grammi di farina di riso finissima (mi raccomando fine!!)*

150+40 grammi di zucchero

50 grammi di olio di semi o di riso

50 grammi di strutto

2 uova (100 grammi) di galline felici

80 grammi di tuorli (circa 5) sempre di galline felici

scorza di un limone biologico

semi di vaniglia

1 pizzico di sale

½ bustina di lievito*

PER LA MOUSSE DI CACHI

350 grammi di cachi frullati, senza buccia

Qualche goccia di succo di limone

5 grammi di agar agar*

* ingredienti a rischio contaminazione. Per celiaci devono essere certificati.

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Setacciate la fecola con la farina di riso e il lievito.

Accendete il forno a 170 gradi.

Le uova devono essere a TEMPERATURA ambiente.

Innanzitutto montate con le fruste lo strutto insieme ai 150 grammi di zucchero, la scorza del limone e la vaniglia fino a quando non sarà una crema. Aggiungete l’olio a filo mentre monta e incorporate bene.

Sempre mente le fruste sono in movimento aggiungete i tuorli, uno alla volta. Non aggiungete fino a quando il precedente non è incorporato bene.

A parte montate le uova intere con i 40 grammi di zucchero e il sale. Montatele a lungo fino a quando non saranno gonfie e spumose, ci vorranno almeno 15/20 minuti.

Potete procedere ad assemblare tutte le preparazioni.

Aggiungete un terzo delle farine e lievito setacciate fra loro al composto di strutto montato e mescolate dal basso verso l’alto, poi aggiungete un terzo di uova montate, mescolate delicatamente e procedete così alternando farine e uova. Mi raccomando mescolate piano per non smontare il tutto.

Il composto sarà molto sodo, così deve essere, se guardate il video di Sal de Riso, non sarà così sodo come il suo, ma è normale.

Versare il una tortiera dal diametro di 24 centimetri, oliata e infarinata (con farina di riso) e fate cuocere per circa 45/50 minuti.

Come vi dico sempre la cottura varia da forno a forno, fate attenzione a non farla cuocere troppo perché perderete l’effetto umido e soffice.

PER LA MOUSSE

Ponete in un padellino 200 grammi di polpa di cachi, l’agar agar e il succo di limone e portate a ebollizione per 3 minuti mescolando in continuazione.

Successivamente spegnete la fiamma, fate raffreddare leggermente e aggiungete i restanti 150 grammi di polpa di cachi, così facendo conserveremo il colore e le proprietà benefiche del caco, almeno in parte.

I cachi sono ricchi di beta-carotene, potassio e vitamina C, indicati quindi a chi pratica sport.

Lasciare raffreddare in frigo.

Al momento di servire la torta completamente raffreddata creare dei ciuffetti di mousse con la sac a poche munita di beccuccio a stella.

Volendo potete anche farcire la torta.

Nella mousse non ho aggiunto zucchero di proposito poiché i cachi sono un frutto dolcissimo ma se lo desiderate potete dolcificarla leggermente.

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Tripudio di frutta secca senza glutine, latticini e lievito

1510761629659.jpgNella memoria, nel tempo, nell’anima: i nostri ricordi sono parte essenziale di noi. Sono le nostre radici che diventano rami tesi al futuro.

Nella mia memoria ci sono tanti profumi e odori, come muschio e legna di fuoco del camino o di cani bagnati che ritornano dalla caccia; immagini di monti ricoperti di neve o fiori che spuntano al disgelo; persone che fisicamente non ci sono più ma che mi accompagneranno per il resto della mia vita o persone che hanno camminato accanto a me per un tratto di vita e che ora proseguono il loro percorso; i ricordi sono oggetti, libri, brividi sulla pelle ed emozioni profonde.

Tra i mille e mille ricordi della mia infanzia ho bene impresso nella memoria il mio amore per la lettura e per la natura. Le due cose potrebbero sembrare quasi incompatibili ma io le univo, come solo i bambini sanno fare, leggendo interi libri seduta sui rami di un albero. Era difficoltoso salire fino in cima portandosi appresso tomi a volte voluminosi ma mai avrei rinunciato al piacere di sfogliare pagine ingiallite sentendo accanto a me il fruscio delle foglie ondeggianti al vento o il frullo d’ali degli uccellini che si posavano poco distanti da me.

Avevo alcune piante prescelte a questo scopo: una era una quercia che si ergeva accanto ad un noce e nelle fresche giornate autunnali, prima di tuffarmi nella lettura, facevo scorta di noci fresche.

Mangiare noci non ancora secche non è affatto affare da poco conto: innanzitutto sono ricoperte dal mallo verde che macchia mani, scarpe e vestiti in modo quasi irrecuperabile. Una volta giunti al guscio bisogna romperlo e poi estrarre il seme che però è rivestito dalla pellicina. Se mangiata così fresca è molto amara quindi va spelato tutto con estrema pazienza.

Mangiare una noce appena caduta farebbe stare a dieta chiunque!!!!

Quindi mangiucchiavo qualche pezzetto di noce, dopo TANTA TANTA fatica e dopo aver cercato invano di lavarmi le mani potevo dedicarmi alla lettura.

Molto più semplice era quando andavo ad arrampicarmi sulla pianta del nocciolo, certo, non ero molto in alto, essendo il nocciolo quasi un cespuglio, ma i frutti erano più raggiungibili e più facili da mangiare in grande quantità.

Sia le noci che le noccioline da fresche hanno un sapore incredibilmente diverso da quello che hanno una volte essiccate: molto delicato, fresco ma che lascia un aroma inconfondibile fra le labbra.

Purtroppo quel dolce aroma ormai è solo un ricordo poiché qualche anno dopo sono diventata allergica alle nocciole ( o come mi ha spiegato l’allergologa alle proteine della nocciola) e le posso consumare solo una volta “cotte” o semplicemente tostate.

Quindi oggi vi presento questa torta che non è solo un trionfo di frutta secca ma anche un turbinio di ricordi ed emozioni che riaffiorano.

Ricordi di una bambina che non ha mai smesso di amare gli alberi (non si nota dal simbolo del blog vero??!!), che tutt’ora vuole guardare dall’alto per capire e valutare meglio le situazioni, che non resta mai con i piedi per terra troppo a lungo e che si àncora alla realtà con i frutti che questa terra ci dona.

La torta è una crostata con un guscio molto croccante, con l’interno di crema frangipane alle mandorle e frutta secca caramellata sulla cima. Tutto senza glutine, senza latticini (quindi senza lattosio), senza lievito e senza soia, usando esclusivamente farine naturali.

All’interno ho voluto aggiungere un velo di marmellata di arance amare per dare un contrasto meno dolce a tutto lo zucchero che ha questa torta e devo dire che mio marito ha apprezzato molto.

Ho volutamente aggiunto alla frutta secca i pistacchi salati per dare il giusto equilibrio di sapidità anche all’interno del caramello.

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INGREDIENTI

Per la frolla:

1 uovo (circa 50 grammi)

45 grammi di olio di riso o mais

80 grammi di farina di mandorle *

115 grammi farina di riso finissima *

20 grammi amido di riso *

50 grammi di miele di acacia

Per la crema frangipane: (tratta da una ricetta di Montersino, sglutinata e delattosata)

100 grammi farina di mandorle*

100 grammi zucchero a velo*

80 grammi del mio burro (qui la ricetta) o se lo tollerate burro delattosato

25 grammi di farina di riso finissima*

20 grammi fecola di patate*

110 grammi di uova intere

70 grammi di marmellata di arance amare *

Per la frutta secca caramellata:

100 grammi circa di frutta secca mista per me mandorle, noci, nocciole.

20 grammi di pistacchi tostati e salati

150 grammi di zucchero

30 grammi di miele di acacia o millefiori

50+80 grammi di latte di mandorle (o altro latte vegetale)

*ingredienti a rischio contaminazione. per celiaci devono essere certificati

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Iniziate con la frolla.

Mettere l’uovo e l’olio in una terrina capiente e sbattete (anche solo con una forchetta) fino a quando l’olio non sarà inglobato dalle uova. Ora aggiungete il miele e sbattete ancora.

Ora potete aggiungere le farine e l’amido.

Con la forchetta lavorate l’impasto velocemente e poi procedete sul ripiano infarinato.

Ho messo il peso dell’uovo ma se dovesse essere troppo morbido l’impasto aggiungete POCO ALLA VOLTA un cucchiaio di farina di riso: deve risultare morbido ma non appiccicoso per poterlo stendere e lavorare.

Su un foglio di carta-forno con un poco di farina di riso sopra stendete l’impasto e foderate una tortiera a cerniera da 18/20 centimetri di diametro.

Io ho prima fatto il disco sotto e poi una striscia lunga per il bordo, in cottura poi si uniranno. Usate tranquillamente tutta la pasta, non abbiate paura che sia troppo spesso il bordo.

Bucherellate il fondo con una forchetta, spalmate sul fondo la marmellata di arance amare e ponete nel frigorifero.

Ora accendete il forno a 170 gradi.

Preparate la crema frangipane.

Montate con le fruste elettriche il burro morbido e lo zucchero a velo per qualche minuto.

Unite le uova almeno in 3 volte, non aggiungetene se non è bene incorporato il precedente.

Incorporate le farine e la fecola fino a quando non sarà tutto omogeneo.

Prelevate dal frigorifero la frolla e versatevi all’interno la frangipane livellandola molto bene.

Con un coltello tagliate il bordo in eccesso seguendo la linea della crema frangipane, non fatelo più alto perché altrimenti brucerà in cottura.

Con le dita unte di olio livellate bene il bordo di frolla.

Infornate per circa 50 minuti. La cottura è molto delicata, controllate che la frangipane sia ben cotta ma non troppo. Nel mio forno ci sono voluti 55 minuti.

Spegnete il forno, aprite leggermente lo sportello e lasciate riposare altri 10 minuti prima di sfornare.

Lasciate raffreddare completamente.

Nel frattempo preparate la frutta secca caramellata.

In una pentola dal fondo spesso ponete lo zucchero, il miele e i 50 grammi di latte vegetale. Fate sciogliere a fiamma bassa.

In un padellino fate scaldare gli altri 80 grammi di latte vegetale fino al bollore.

Nel frattempo in una pentola antiaderente tostate la frutta secca girandola spesso.

Quando lo zucchero sarà completamente sciolto e inizierà a bollire versate all’interno l’altro latte vegetale caldo, facendo molta molta attenzione agli schizzi.

Tuffate dentro al caramello la frutta secca e rigirate il tutto per un minuto.

Versate il tutto sulla torta COMPLETAMENTE RAFFREDDATA ma ancora all’interno dello stampo a cerniera, facendo attenzione che il caramello non sia bollente ma solo caldo.

Aspettate qualche minuto che solidifichi il caramello e togliete lo stampo a cerniera.

Se non rimuovete subito lo stampo rischiate di non riuscire più a toglierlo per colpa del caramello.

Questa ricetta è nata anche grazie alla collaborazione del gruppo Food & Beauty e il tema di Novembre di #Saporidibellezza era ovviamente la frutta secca.

saporidibellezzanovembre

Andate a vedere le altre fantastiche ricette realizzate sia da foodblogger che da beautyblogger!

Sono incredibili e tutti abbiamo lavorato tanto per potervi dare più scelta.

Ovviamente non tutte le ricette saranno idonee a chi ha intolleranze ma sono buonissime e incredibili.

°Il blog Cookingbeauty ci presenta un latte detergente all’olio di noci di macadamia per pelli impure e mature.

°Roxxoblog ci propone un detergente solido

°Spignattidea ci suggerisce uno Scrub labbra: Noisette Glacèes

°Per il food abbiamo Pinkidea con i brownies alla farina di castagne con noci e pistacchi

°In cucina con Sissi ci offre le palline con ricotta e noci

°E il blog di Leomamma ci spiegherà tutti i benefici della frutta secca con qualche ricetta!!

Torta caprese senza latticini

1509705741285.jpgVorrei, vorrei…
esaudire tutti i sogni tuoi,
vorrei, vorrei…
cancellare ciò che tu non vuoi
però, lo sai che io vivo attraverso gli occhi tuoi…
Vorrei, vorrei…
che tu fossi felice in ogni istante
vorrei, vorrei…
stare insieme a te, così, per sempre
però, lo sai che io vivo attraverso gli occhi tuoi!
E vorrei poterti amare
fino a quando tu ci sarai
sono nato per regalarti quel che ancora tu non hai,
così se vuoi portarmi dentro al cuore tuo con te io ti prego, e sai perché…
Vorrei, vorrei…
esaudire tutti i sogni tuoi,
vorrei, vorrei…

Cesare Cremonini – Lunapop

 

Per i figli si farebbe qualsiasi cosa: i figli sono le nostre speranze, il nostro futuro, pur non appartenendoci.

Vorremmo evitare loro ogni delusione, battaglia o sfida ma sappiamo bene che non possiamo né sarebbe giusto.

Se i nostri genitori ci avessero evitato tutte le competizioni, i confronti con gli altri, gli sconforti e le insoddisfazioni non saremmo certo ciò che oggi siamo.

L’amarezza e la lotta fanno parte della vita e non possiamo negare questo lato così importante ai nostri figli: possiamo prenderli per mano ed accompagnarli, mostrare loro come si reagisce, come ci si rialza. Non possiamo solo portarli in braccio e camminare per loro.

Nessun genitore sceglierebbe consapevolmente una delusione per i suoi figli ma quando arrivano il nostro compito è solo aiutarli a crescere.

Qualche settimana fa è stato il compleanno della mia splendida Alice ed una piccola delusione era alle porte.

Come negli ultimi due anni non abbiamo organizzato la classica festina di compleanno ma ha scelto di passare la giornata tutti insieme in un parco divertimenti.

Visto però che il giorno esatto del compimento dei suoi 9 anni le previsioni davano pioggia abbiamo rimandato al giorno successivo i festeggiamenti.

Il dolce non poteva comunque mancare: mio marito mi suggerisce di mettere le bimbe a dormire e di preparare la torta preferita di Alice, semplice, veloce e cioccolatosa, la TORTA CAPRESE.

Peccato che questa torta MI ODI e che da quando non la faccio più con il burro NON MI ESCA MAI.

O meglio, mi esce ma non bene e soprattutto con l’olio cambia completamente consistenza e gusto, in più mi si rompe in mille pezzi.

Esce comunque buona ma è una delle pochissime torte in cui il burro è quasi INDISPENSABILE per ottenere esattamente quel gusto inconfondibile.

Decido quindi di usare il burro chiarificato che è a ridotto contenuto di lattosio, ovviamente ne metto molto meno del normale perché è più grasso.

L’epilogo triste di questa storia è che la torta era un disastro, immangiabile, unta a dismisura e slegata.

Indubbiamente sono una donna e mamma fortunata perché Alice ha apprezzato il gesto e si è accontentata!!!! Forse ero più delusa io di lei, ma comunque ci è rimasta un poco male.

Per chi mi segue su Facebook sa che abbiamo rimediato con ….la torta di polenta ! 😳 😆

Coincidenza vuole che qualche giorno dopo la mia amica Elisa di Glutenfreeely pubblicasse la ricetta fantastica delle mini capresi, ricetta a sua volta presa da Chiarapassion.

Io ed Elisa ci sentiamo e, come scritto nel suo post, mi suggerisce di montare tuorli e albumi insieme.

Faccio quindi il mio burro vegetale, metto in pratica i suoi consigli e la rifaccio.

Il risultato è stato strepitoso!!!!!

Compatta, umida al punto giusto, con quel sapore di grasso e burro che con il cioccolato sta benissimo….

Una rivincita sia per me che per Alice.

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INGREDIENTI per ruoto da 24 centimetri:

 

200 grammi cioccolato fondente al 70%*

200 grammi zucchero

200 grammi burro vegan (la ricetta) o margarina o se lo tollerate burro delattosato

250 grammi di mandorle (per me con la pellicina) più 3 mandorle amare se le avete

5 uova bio (possibilmente di Galline felici) a temperatura ambiente

*ingredienti a rischio contaminazione.

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Accendete il forno a 180 gradi e rivestite la tortiera con cartaforno.

Iniziate montando le uova con 100 grammi di zucchero per almeno 15/20 minuti: dovranno risultare chiare e spumose.

Nel frattempo riducete 200 grammi di mandorle in farina tritandole insieme ai rimanenti 100 grammi di zucchero che vi aiuterà a non far uscire l’olio. Tritate comunque in più riprese, fermandovi spesso. Le mandorle amare non sono indispensabili ma se le avete doneranno alla torta un aroma inconfondibile.

Gli altri 50 grammi di mandorle io li trito più grossolanamente di proposito poiché mi piace sentire la granella all’interno della torta.

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato.

Una volta che le uova saranno ben montate iniziate aggiungendo molto lentamente la farina di mandorle e la granella, amalgamando il tutto con una spatola e con movimenti dal basso verso l’alto per non smontare le uova.

Nel frattempo versate il burro vegano a cubetti dove avete montato le uova e ammorbiditelo leggermente con le fruste, per renderlo cremoso. Incorporate poi a questa crema il cioccolato fuso, sempre mescolando con il frullino.

Avrete così una crema soffice e golosissima 😉

Incorporate anche questa al composto di uova e mandorle, SEMPRE MOLTO LENTAMENTE.

Versate il composto nella tortiera, livellandolo e infornate per circa 40 minuti.

Nel mio forno ha cotto esattamente 43 minuti ma come vedete l’interno è molto, molto umido. E’ anche vero che il mio forno in questo periodo fa i capricci…

Fate la prova stecchino e ricordate che la caprese non è un dolce secco, deve essere molto umida all’interno, ma cotta.

Prima di tirarla fuori dallo stampo aspettate almeno 20/30 minuti per non rischiare di romperla.

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E visto che è venerdì con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (fri)Day di Glutenfree Travel & Living 🙂

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Burro vegetale da una ricetta del maestro Busi

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Cocciuta.

Caparbia.

Intransigente.

Indomita.

Rigida.

Ostinata.

Tenace.

Testarda.

Tra i molteplici aggettivi della lingua italiana questi mi si adattano alla perfezione.

In se non hanno un accezione prettamente negativa o positiva: come in molte situazioni della vita dipende da come li si usa, da come ci si comporta e dall’atteggiamento dei confronti del prossimo.

Ovviamente quando affiorano contemporaneamente non è piacevole starmi accanto ma sono un dono prezioso di mia madre che a sua volta li ha ricevuti da suo padre.

Ne sono fiera e orgogliosa e sono quel poco di sardo che mi scorre nelle vene, che mi contraddistingue, e che nella vita mi ha aiutato in molteplici situazioni difficili e dolorose.

Essere così mi aiuta molto anche in cucina e la ricetta di oggi ne è la prova.

Parecchi mesi fa durante la fiera di Golositalia io e Violetta del blog Leo & Poldo abbiamo partecipato a una dimostrazione di un docente di una scuola di cucina.

L’argomento era la cucina senza glutine e senza latticini.

Ciò che catturò la mia attenzione fu la ricetta di un burro vegano, ottenuto miscelando grassi vegetali diversi con acqua, facendo un EMULSIONE. Il risultato è molto simile al burro di latte ma senza la presenza di latticini di nessun genere, quindi senza lattosio e anche senza glutine.

In rete troverete parecchie ricette di questo tipo, e avevo già provato a realizzarle ma con scarsi risultati.

Si otteneva sì un “burro” anche abbastanza duttile, ma si conservava veramente pochissimo in frigorifero, ammuffendo a causa della presenza dell’acqua.

Quindi utile ma poco pratico e come sapete la praticità per me in cucina è FONDAMENTALE.

Invece la ricetta proposta da questo docente prevedeva l’aggiunta di zucchero come conservante.

Non avevo però segnato dosi e procedimento e l’avevo accantonata seppur mi incuriosisse molto.

A distanza di mesi, ripensando a quell’esperienza, ho provato a vedere se in rete si trovava qualcosa a riguardo e SORPRESA: non solo ho trovato dosi e ricetta, esiste anche un video Instagram!!

L’ideatore di questo FAVOLOSO BURRO senza latticini è nientemeno che il MAESTRO OMAR BUSI e qui trovate il video strepitoso su come si ottiene questa emulsione.

Io vi riporto semplicemente gli ingredienti e qualche piccolo accorgimento per chi come me non è un professionista.

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INGREDIENTI:

200 grammi di olio a vostra scelta (per me un mix di EVO 50 grammi e olio di mais 150 grammi)

75 grammi di burro di cacao sciolto a bagnomaria

45 grammi di sciroppo di acqua e zucchero (far bollire 80 grammi di acqua e 110 grammi di zucchero e prelevatene poi solo 45 grammi)

1 pizzico di sale

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NOTA IMPORTANTISSIMA

Per la perfetta riuscita delle emulsioni è fondamentale la temperatura.

Quindi nel nostro caso sia l’olio sia lo sciroppo andranno in frigorifero almeno per tutta la notte.

Il burro di cacao invece dopo essere stato portato allo stato liquido dovrà avere la temperatura minima perché non si solidifichi nuovamente e cioè circa 38/39 gradi.

Quando avrete tutti gli ingredienti alla temperatura giusta potrete procedere.

Io per non rischiare che si alzasse troppo la temperatura dell’olio l’ho riposto in frigorifero direttamente nel boccale del minipimer.

Prendete il vostro olio e iniziate a frullare con il minipimer. Nel frattempo fate colare a filo il burro di cacao.

Finita questa operazione fate colare lentamente lo sciroppo di zucchero SEMPRE FRULLANDO.

Non smettete mai.

Come potete vedere nel video del maestro il composto si addensa molto.

Io in tre volte che l’ho riprodotto non sono mai riuscita SUBITO ad ottenere quel risultato quindi di solito procedo così: dopo due minuti di minipimer ripongo il composto in freezer per 5/7 minuti e poi continuo a frullare. Di solito questo basta a farlo rassodare.

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A questo punto dovete solo distribuire la vostra emulsione in un contenitore ben chiuso e riporla in frigorifero.

Usatelo come un burro normale, io fino ad ora l’ho usato con le stesse dosi del burro di latte.

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Quindi NON ARRENDETEVI, provate, sperimentate e buttatevi a capofitto nelle esperienze, ne vale sempre la pena!!

Lo dimostra non solo questo burro, ma anche l’uso per cui io l’ho fatto la prima volta e cioè rendere “innocua” una torta che MI ODIA e che non mi usciva mai, MAI: la torta caprese.

Ma questo sarà l’argomento del prossimo post, vi lascio solo la foto per ingolosirvi e per farvi vedere che il burro rende in maniera eccellente nei dolci 😉

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