Piccole pavlove con crema delicata e sciroppo di melograno

Mini pavlova con meloganoL’autunno da me tanto agognato è arrivato.

Nonostante la pioggia non si plachi, nonostante il fiume accanto a casa urli la sua rabbia, nonostante il freddo pungente e l’umidità costante, nonostante i panni non si asciughino mai, nonostante le giornate corte e il buio perenne, nonostante tutto sono felice.

La vita prosegue con i suoi alti e bassi, come le stagioni ed io, scarpe da running ai piedi, cappellino immancabile e impermeabile tecnico corro, corro e sento queste gocce di acqua lavare via le mie inquietudini.

Corro e il sudore si unisce alla pioggia e alle lacrime.

Lacrime di gioia per un’altra giornata da vivere, lacrime di stanchezza che se ne andrà incredibilmente via con questa corsa, lacrime di rabbia per ciò che non riesco a ottenere, lacrime di soddisfazione per tutto quello che ho fatto in quest’anno.

Corro e mi rinforzo, penso alle bimbe, alla scuola, agli impegni imminenti, alle troppe spese in casa, e penso al prossimo dolce, alla prossima torta.

Mi sono stati regalati tantissimi melograni e qualcosa ne uscirà.

Nella mia mente immagino una nuvola bianca, croccante ma anche delicata, sormontata dal rosso acceso del melograno. Così deve essere e così è stato.

Vi offro queste piccole pavlove con crema delicata e sciroppo di melograno, senza glutine, senza latticini, quindi senza lattosio e senza lievito.

Ovviamente se volete fare prima potete usare la panna montata vegetale se la tollerate.

Pavlove nate in una grigia giornata autunnale, nate per portare luce in un pomeriggio tetro e annoiato, nate per la gioia costante che  mi incalza.

mini pavlova senza lattosio con melograno

INGREDIENTI

120 grammi di albumi (circa 3 uova) a TEMPERATURA AMBIENTE

120 grammi di zucchero semolato

120 grammi di zucchero a velo*

Per la crema

500 ml di latte vegetale non zuccherato (per me riso-mandorla)*

40 grammi di amido di riso*

60 grammi di zucchero

Scorza grattugiata di un limone bio

Semi di mezza bacca di vaniglia

Per lo sciroppo di melograno

150 grammi di succo di melograno (io l’ho semplicemente spremuto)

150 grammi di zucchero

*ingredienti a rischio contaminazione per celiaci

piccole pavlova con melograno senza lattosio

Accendete il forno a 100 gradi.

Per prima cosa mescolate insieme gli zuccheri.

Iniziate montando gli albumi e aggiungendo a cucchiaiate metà degli zuccheri.

Montare fino a quando non avrete una meringa soda e lucidissima.

Abbassare la velocità e aggiungere il resto degli zuccheri setacciandoli.

Riempite una sac a poche con il beccuccio che preferite, a me piace usare quello a stella ma va benissimo anche quello liscio, l’importante che l’apertura sia abbastanza grande.

Adagiate la carta forno sulla leccarda e fate dei cerchi partendo dal centro, non troppo grandi. Questa è la base. Ora fate (sopra questo disco) solo il bordo esterno una o due volte, in modo da creare un piccolo cestino.

Una volta formate tutte le pavlove infornatele, lasciando la porta del forno leggermente aperta aiutandovi con il manico di un cucchiaio di legno o una pallina fatta con la carta stagnola.

Questo serve perché l’umidità deve fuoriuscire dal forno.

Cuocete per circa due ore. A volte ci vuole di più, a volte di meno. Toccate le meringhe al centro per vedere se sono asciutte.

Lasciare nel forno leggermente aperto e spegnerlo.

Preparate lo sciroppo di melograno.

Per ottenere il succo potete usare l’estrattore o spremerli come ho fatto io.

Mettetelo in un pentolino insieme allo zucchero e far cuocere per circa 15/20 minuti.

Lasciare raffreddare in frigorifero.

Nel frattempo preparate la crema.

Portare a bollore il latte con la vaniglia.

Versate in un padellino l’amido e qualche cucchiaio di latte caldo, stemperate l’amido in modo che non formi grumi e aggiungere tutto il resto del latte.

A fiamma moderata portare a bollore mescolando in continuazione.

Spegnere appena si sarà addensata.

Aggiungere la scorza di limone e mescolare.

Aspettare che raffreddi quasi del tutto, trasferire in una sac a poche e riempire i cestini di meringa.

Al momento di servire versare lo sciroppo di melograno sulla crema e guarnire con piccoli chicchi di melograno.

piccole pavlove senza glutine senza latticini

Ricotta vegetale di semi di canapa o semi di zucca

Dopo che ho pubblicato la ricetta della ricotta con il latte di mandorla ho ricevuto tantissimi messaggi che mi chiedevano come realizzarla oltre che senza latticini e senza glutine anche senza frutta a guscio.

Effettivamente la frutta secca è un grosso allergene e non tutti possono usarla.

Ho fatto tante, tante prove con latte vegetale di tutti i tipi.

Prima quello di quinoa e non ho ottenuto nulla.

Poi quello di avena, anche se non gluten free, ma comunque ha cagliato pochissimo.

Quindi ho pensato a cosa potessi usare, che cosa hanno le mandorle che l’altro latte vegetale non ha.

Credo di essermi risposta: i grassi.

Le mandorle come tutta la frutta a guscio è molto oleosa, i cereali no.

E quindi ho provato a realizzare a casa il latte vegetale partendo dai semi.

L’ho fatto sia con i semi di canapa sativa che con i semi di zucca.

Il latte è molto, molto, particolare e non avendolo zuccherato non era molto bevibile.

Allora ho provato a fare la ricotta e sorpresa: con i semi esce!!!

Quella di semi di canapa non è piaciuta a nessuno. Ha un sapore molto forte, sa molto di fieno, quando di solito la ricotta è delicata.

Invece la ricotta di semi di zucca è più neutra ma resta leggermente verde.

Ma per fare i dolci è comunque l’ideale e se guardate in fondo alla pagina vedrete che fantastica torta ho realizzato con la ricotta di semi di zucca!

Completamente senza latticini, senza lattosio, senza glutine e senza frutta a guscio!!

INGREDIENTI

200 grammi di semi di zucca (oppure 200 grammi di semi di canapa sativa)

1 litro di acqua a temperatura ambiente

40 grammi di succo di limone

8 grammi di sale

Per prima cosa preparate il latte vegetale.

Mettete i semi in ammollo per circa un ora.

Passato il tempo buttate l’acqua di ammollo e iniziate tritando i semi con un buon tritatutto potente e capiente: dovrà poterci stare tutto il litro di acqua.

Mentre tritate versate a poco a poco l’acqua e riducete i semi in poltiglia.

Ci vorrà qualche minuto per ottenere un buon risultato.

A questo punto filtrate il latte ottenuto con un fazzoletto pulito (possibilmente lavato senza ammorbidente e candeggina).

Io di solito prendo un recipiente largo, ci appoggio il colino e sopra il fazzoletto, così sono sicura che non si muoverà mentre colo il latte.

Una volta che il latte è colato tutto dovete strizzare ciò che rimane nel fazzoletto, per far uscire tutto il latte.

Sembrerà che mungiate il fazzoletto!!!

Quello ottenuto è il vostro latte di semi! Volendo potete zuccherarlo un poco e berlo così. Oppure procedere per fare la ricotta vegetale.

Mettetelo a bollire mescolando spesso perché tenderà ad attaccarsi.

Mano a mano che si scalda vedrete (soprattutto se avete usato i semi di canapa) che si divide già da solo fra parte solida e liquida.

Appena vedete le prime bolle spegnete e versate il sale e il limone mescolando per far sciogliere e amalgamare il tutto.

Coprite e lasciate raffreddare COMPLETAMENTE.

Trascorso il tempo riprendete il colino ed il fazzoletto e fate colare il tutto.

Lasciatelo tranquillamente sgocciolare senza premere ALMENO PER MEZZ’ORA.

Una volta che il siero sarà colato tutto trasferite la parte rimasta nel fazzoletto in un cestino forato da ricotta e fatelo gocciolare ancora per qualche ora in frigorifero.

Ora avete una ricotta vegetale pronta per essere utilizzata.

Quella di canapa ha un sapore molto forte di fieno ed erba ed invece quella di semi di zucca rimane leggermente verde e ovviamente le bimbe non hanno gradito.

Per ovviare il problema le ho utilizzate per fare dei dolci.

Con quella di semi di zucca ho fatto questa torta.

torta di ricotta vegetale senza glutine nè lattosio

Ho mascherato il verde usando il cacao e se la sono divorata

Non si sentiva la differenza con una ricotta tradizionale.

La ricetta della torta???? Alla prossima 😉

Anche questo mese torna la staffetta con Food and Beauty, tema SEMI DI ZUCCA.

Seguite questo link per scoprire cosa ci dice Lucia del blog SALUTE E BELLEZZA IN CUCINA qualcosa di più sull’uso dei semi di zucca

L'immagine può contenere: cibo e testo

Bignè con marronata e cacao – senza glutine e senza latticini

bignè senza glutine e latticiniAutunno, autunno….finalmente AUTUNNO!!!!!

Non vedevo l’ora di vedere la nebbiolina mattutina alzarsi dal fiume, dormire con la copertina, vedere le foglie degli alberi lentamente cambiare colore e divenire rosse, gialle, marroni!

Ed il rumore che fanno quando, cadute a terra, le calpesti! Quel vivace scricchiolare allegro e giocoso!!!!

E con l’autunno arrivano i suoi frutti: cachi, castagne, marroni, melograni, uva e pere.

Come si fa a non amare l’autunno???!!!!

Le castagne me le fa avere mia sorella, che abita in collina alle porte della città.

A dire il vero sono quasi sempre marroni e non castagne.

E’ d’obbligo farli abbrustoliti o fare la marronata.

Quest’ultima in casa mia è molto utilizzata ma a volte è stomachevole da quanto è dolce quella comprata.

Il mio trucco è aggiungere un poco di cacao amaro e diventa subito molto più piacevole da mangiare.

In più ricorda molto la crema spalmabile al cioccolato e le bambine la adorano!!!

bignè senza glutine e senza lattosio

INGREDIENTI

PER I BIGNE’ – pasta choux

500 ml di acqua

160 grammi di farina di riso*

70 grammi fecola di patate*

70 grammi di amido di mais*

90 grammi di olio di semi

350 grammi di uova intere a temperatura ambiente

1 pizzico di sale

zest di limone

PER LA CREMA

100 grammi di marronata*

10 grammi di cacao amaro*

2 cucchiai di latte vegetale (a richiesta)*

bignè con marronata sena lattosio

Accendete il forno a 200 gradi.

In un pentolino capiente versate acqua, sale, zest e olio a fiamma vivace.

Appena vedrete il primo bollore abbassate la fiamma e buttate tutte le farine contemporaneamente in un colpo solo.

Girate con cura con una spatola in silicone o un cucchiaio di legno.

L’impasto tenderà sempre più a formare un’unica palla; appena non riuscirete più a girarlo rovesciatelo in una bastardella.

Ora l’impasto deve raffreddare quindi di solito io per fare più veloce lo “giro” con il frullino alla velocità minima, è indispensabile che le uova non cuociano nell’impasto.

Una volta tiepido potete iniziare ad aggiungere le uova, UNA ALLA VOLTA, inserendo il secondo solo quando il primo è completamente assorbito dall’impasto.

L’ultimo uovo aspetto sempre ad aggiungerlo tutto: dipende molto dall’umidità delle farine. A volte ne basta anche metà.

Ricordate che l’impasto non deve essere troppo liquido altrimenti non gonfierà.

Ora potete mettere l’impasto nella sac a poche con beccuccio liscio e molto largo.

Ricoprite la leccarda del forno con carta forno e create tanti ciuffetti di impasto muovendo la tasca da pasticcere in modo circolare. Oppure potete fare un cerchio di impasto e poi farne un altro esattamente sopra.

Una volta formati tutti i bignè eliminate le puntine che si formano sulla cima (che brucerebbero e sarebbero antiestetiche) semplicemente bagnandovi un dito e premendo sul ricciolino in modo delicato.

Infornate i bignè per circa 20 minuti poi abbassate il forno a 180 gradi e cuocete altri 10 minuti.

Personalmente mi piace che i bignè siano molto croccanti in contrasto con la crema all’interno densa e vellutata quindi li lascio cuocere altri 5 minuti con forno ventilato.

Lasciare raffreddare su una gratella.

Per la crema dovrete solo aggiungere alla marronata il cacao amaro e mescolare molto bene. All’inizio sarà difficoltoso e vi sembrerà che non si incorpori il cacao ma successivamente si creerà una crema vellutata.

Se dovesse essere troppo asciutta aggiungete QUALCHE GOCCIA alla volta di latte vegetale per raggiungere la consistenza desiderata.

Per farcire i bignè dovrete aprirli in due e riempirli con una sac a poche con beccuccio a stella oppure dovrete avere il beccuccio apposta, praticare un foro con il beccuccio e spremere la crema all’interno ma essendo abbastanza compatta è più difficoltoso.

Guarnite la parte superiore con cioccolato fondente fuso fatto colare.

bignè con farine naturali

Torta senza farina con albicocche – senza glutine e senza lattosio

torta di albicocche senza farinaPian piano il caldo afoso si allontana lasciando spazio a notti più fresche e ventilate.

Una delle pochissime cose che mi mancherà dell’estate è la sua meravigliosa varietà di frutta: pesche, albicocche, pesche noci, fichi!!

Frutti colorati, succosi, freschi che invitano proprio a farsi mangiare.

Quindi ho pensato di preparare una torta con le ultime albicocche buone, per assaporarle fino alla fine.

E’ una torta facilissima, non richiede nessuno strumento particolare, non bisogna montare nulla e…NON HA FARINA!!

Ebbene sì, oltre ad essere senza latticini, quindi senza lattosio, è senza glutine perché non richiede l’uso delle normali farine: al loro posto ho usato le mandorle tritate, ciò che viene chiamato farina di mandorle, ma che ovviamente farina non è.

Non ha nemmeno lievito e così facendo rimane umida e bassa, però soffice al punto giusto, molto aromatica e le albicocche creano quella punta di aspro che risalta tutti i sapori.

Questa ricetta ha un anno esatto, l’avevo creata per AILI ed era la mia ricetta d’esordio per loro. Il tempo poi è passato, le albicocche sono finite ed ora mi sono ricordata di questa meravigliosa e facilissima torta senza glutine e senza latticini!!!!!

INGREDIENTI

180 grammi di farina di mandorle + qb per infarinare le albicocche*

3 uova di galline felici

100 grammi di miele di acacia o millefiori

40 grammi di olio EVO delicato o olio di semi

2/3 albicocche mature senza nocciolo

*controllare che sia certificata senza glutine

torta di albicocche senza glutine e senza lattosio

Scaldare il forno a 170 gradi e oliare ed infarinare (SEMPRE CON FARINA DI MANDORLE) una tortiera per crostata da 22 centimetri (io ho usato uno stampo rettangolare 35 x 11).

In una ciotola sbattete le uova con l’olio. E’ molto importante far amalgamare bene l’olio alle uova che sviluppano lecitina per non farlo poi uscire durante la fase di cottura.

Aggiungete il miele e sbattete ancora.

Versate piano la farina di mandorle e mescolare per far scomparire i grumi.

Tagliare le albicocche a spicchi, infarinate con la farina di mandorle la parte che aderirà alla teglia e disponetele a piacere all’interno dello stampo.

Versare MOLTO LENTAMENTE il composto all’interno fino a 5 mm dal bordo.

A me è avanzato pochissimo impasto con cui ho fatto una mini tortina.

Infornare per circa 40-45 minuti facendo la prova stecchino.

Sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di estrarre dallo stampo.

Budino al caffè con coulis di liquirizia – senza glutine, lattosio, uova

Caffè….cosa c’è di più buono del caffè?

Questo blog potrebbe chiamarsi tranquillamente cioccolato, liquirizia e caffè ma era troppo lungo!!!!

Il caffè è per me insostituibile, il suo profumo, il suo aroma così forte e intenso, rigorosamente bevuto caldo e amaro!

Io sono una appassionata di espresso, il caffè della moka, non riesco a berlo.

Come avevo già scritto nella ricetta della mousse al caffè,  non lo amo particolarmente nei dolci perché perde parte del suo aroma.

Infatti nella maggior parte delle preparazioni dolci si usa il caffè solubile e non è assolutamente paragonabile al caffè espresso.

Oggi, primo di ottobre, ricorre la giornata mondiale del caffè, o coffee day e non potevo che celebrare con un dolce questa bevanda così carismatica.

Vi offro quindi un budino senza lattosio, senza latticini perché ho usato latte vegetale, senza glutine e senza uova!

In giro troverete moltissime ricette di budini con queste caratteristiche ma non mi sono mai piaciuti molto.

Se viene usato solo agar agar, essendo il latte vegetale solitamente poco grasso, viene una gelatina anziché un budino.

Se viene usato solo amido molto spesso il budino sa di farina ed ha un retrogusto che mi infastidisce.

Quindi ho pensato di fare un budino usando sia amidi ma in minore quantità, sia agar agar, anche questo ridotto, e mettendo un po’ di grasso con il burro di cacao, che in più aiuta a solidificare il tutto.

In più non ho messo nel latte un espresso ma ho fatto rilasciare al caffè il suo aroma per infusione.

Risultato: un budino abbastanza cremoso e con un aroma di caffè molto delicato.

Il tocco di abbinare una coulis di liquirizia è perché i due sapori si sposano benissimo  e si completano a vicenda, nonostante siano entrambi due sapori forti.

Avrete ottenuto un budino senza l’uso di uova, senza latticini, senza glutine ma veramente intenso e di carattere!

4 budini con stampini da 7 centimetri di diametro.

INGREDIENTI per il budino

½ litro di latte vegetale (per me riso e mandorla)*

100 grammi di chicchi di caffè

1 grammo di agar agar*

15 grammi di amido di mais o riso*

15 grammi di burro di cacao (non sostituibile)*

Io non l’ho zuccherato perché il latte era molto dolce, se il vostro non lo è potete aggiungere 1 cucchiaio di zucchero.

INGREDIENTI per la coulis alla liquirizia

50 grammi di acqua

3,5 grammi di liquirizia in polvere

20 grammi di zucchero

*ingredienti a rischio contaminazione per celiaci

NOTA IMPORTANTE: per misurare dosi così piccole dovrete per forza essere molto precisi e quindi avere una bilancia di precisione. Io uso un cucchiaio bilancia e mi trovo benissimo.

La sera prima mettete in infusione i chicchi di caffè nel latte appena intiepidito. Far riposare in frigo tutta la notte.

Al mattino filtrate il latte e mettete in un padellino l’amido con l’agar agar e aggiungete due cucchiai di latte aromatizzato per stemperare e non fare grumi. Appena la crema ottenuta sarà liscia aggiungere il resto del latte.

Portate a bollore mescolando in continuazione con una frusta fino a quando non si addensa.

Spegnete la fiamma e aggiungete il burro di cacao e mescolate ancora fino a che non è sciolto.

Versate tutto negli stampini leggermente bagnati e ponete in frigorifero per almeno 4 ore.

Per la coulis di liquirizia versate tutto in un pentolino e fate cuocere qualche minuto per far evaporare un po’ di acqua. Spegnete la fiamma anche se vi sembra ancora liquido perché raffreddandosi indurirà.

Mi raccomando non esagerate con la fiamma, io ho bruciato il pentolino!!!!!

Sformate i budini premendo leggermente sugli stampi (i miei sono in plastica se i vostri sono in metallo potete scaldarli) e versate la coulis una volta che è fredda.

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