Bicchierini di cioccolato con zenzero e nergi senza lattosio e senza glutine

1474315343674.jpgEd eccoci all’ultima ricetta fatta con Nergi per questa stagione.

Essendo un frutto di bosco ho voluto sperimentare l’abbinamento con il mio amato cioccolato fondente e devo dire che il risultato è ottimo.

Non è la mia solita ricetta per bambini, questa volta mi sono dedicata agli adulti.

Perché il mio mondo non è fatto solo di merende, ricreazioni, festine fra compagni, nella mia vita c’è anche un marito splendido: Marco.

Per quanto io possa risultare stucchevole o sdolcinata, sono fortunata ad averlo al mio fianco e posso dire con tutta serenità e sincerità che ci amiamo ancora.

No, non come il primo giorno.

Il primo giorno è stato circa ventitré anni fa.

Nel frattempo sono cambiate moltissime cose nelle nostre vite, gli studi, i lavori, il posto dove viviamo, gli amici. Abbiamo voluto e cercato le nostre bimbe e siamo cresciuti, un poco invecchiati: abbiamo entrambi qualche ruga, io i capelli e lui la barba bianchi.

Ogni giorno affrontiamo le nostre sfide, da soli o insieme, cerchiamo di educare le nostre figlie nel migliore dei modi. Abbiamo opinioni divergenti su alcune situazioni e su molte ci ridiamo sopra insieme.

A volte siamo in disaccordo ma troviamo sempre un punto d’incontro.

Quindi no, non ci amiamo come il primo giorno, non sarebbe possibile.

Allora eravamo due ragazzini, ora siamo un uomo e una donna con delle responsabilità e dei gusti ben precisi.

Ma questo non ha scalfito l’amore, l’ha incrementato, mutato, stravolto, sfinito e ricostruito un’infinità di volte. E siamo ancora qui, insieme, e ci amiamo in modo sicuramente diverso, e questo è un bene.

Amarsi a quarantanni come a venti non sarebbe salutare né costruttivo.

Ci ritroviamo la sera, sfiniti dagli eventi e ci guardiamo negli occhi riconoscendoci: ognuno con la sua personalità e la sua giornata vissuta, ma pronti a vivere ancora insieme il presente e i giorni futuri, grazie a ciò che siamo stati e che siamo diventati vivendoci reciprocamente.

Un dolce ogni tanto lo preparo anche a lui che pur non essendo golosissimo apprezza e dispensa consigli utili.

Quando gli ho detto che l’ultimo dolce con il Nergi sarebbe stato al cioccolato mi ha detto subito: “Secondo me con lo zenzero andrebbe benissimo”.

Lui è un patito di tutto ciò che pizzica, peperoncini di varie forme, colori e dimensioni, zenzero e spezie varie.

Aveva perfettamente ragione il trio Nergi, cioccolato e zenzero è buonissimo e si sposano perfettamente tutti i sapori.

Vi lascio quindi a questi bicchierini, facili, senza nessun tipo di addensante o farina.

Ciò che rende tutto di una consistenza setosa e morbida è il cioccolato fondente di ottima qualità e il cacao amaro.

Quindi è una crema liscia, con un gusto intensissimo di cioccolato, la freschezza dello zenzero e la dolcezza del Nergi, tutto senza glutine, senza lattosio né latticini, senza uova e senza soia.

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INGREDIENTI PER CIRCA 5 BICCHIERINI:

500 ml latte di riso e mandorla non zuccherato *

100 grammi cioccolato fondente 70% *

70 grammi di cacao amaro *

80 grammi di zucchero integrale

15/20 grammi di zenzero fresco grattugiato

13 Nergi tagliati a fettine

* Ingredienti a rischio contaminazione per celiaci. Tutti i prodotti devono essere certificati.

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Iniziate facendo scaldare il latte a fuoco basso e aggiungendo il cioccolato a pezzetti in modo che si sciolga. NON fatelo bollire, deve solo essere ben caldo.

Ora aggiungete lo zenzero grattugiato e spegnete il fuoco.

Lasciate in infusione per circa 20/30 minuti in modo che lo zenzero rilasci il suo aroma.

Nel frattempo in una bacinella ponete il cacao con lo zucchero, prelevate dalla pentola qualche cucchiaio di latte caldo e iniziate a mescolare con cura, per fare in modo che il cacao si sciolga senza fare grumi.

Piano piano aggiungete latte fino a far diventare una pastella densa e liscia il cacao e zucchero.

Trascorso il tempo di infusione filtrate il latte per eliminare i filamenti e i pezzi di zenzero che sarebbero fastidiosi sotto i denti.

Riponete il tutto nuovamente nel padellino, aggiungendo la crema di cacao e zucchero e accendendo la fiamma al minimo.

Mescolando continuamente, portate a bollore e fate cuocere per circa tre o quattro minuti. Vi sembrerà molto liquido ma nel raffreddarsi solidificherà.

Dividete il composto nei bicchierini che avete scelto.

Lasciare raffreddare e riponete in frigorifero almeno per quattro o cinque ore.

Al momento di servire adagiate le fettine di Nergi al centro e decorate con pezzettini di zenzero a piacere.

Un dolce graditissimo da mio marito che mi ha chiesto di rifarglielo in occasione di una cena a cui parteciperà con i suoi amici.

E in modo sorprendente graditissimo anche da Agata, che assomiglia molto al padre in quanto a gusti culinari, che lo ha divorato e a fine coppetta ne ha chiesto ancora senza fare minimamente accenno al pizzicore sulla lingua.

Per qualsiasi informazione su Nergi, consigli, ricette e dove trovarlo visitate la pagina nergi.info/it/

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Crema lemon curd e nergi – senza lattosio

1474279136902.jpgI dolci al cucchiaio sono multifunzione: adatti a un dopo cena elegante o con amici, perfetti per merenda ed ottimi a colazione.

Sono, a mio parere, uno di quei dessert che non sbagli mai a offrire a qualcuno. Certo che per accompagnare ad una tazza di thè fumante non sono l’ideale, ma se avete bambini ospiti nel pomeriggio sono dolci pratici e simpatici.

Tutti i bambini (a casa mia mai più di due oltre le mie figlie) seduti allo stesso tavolo che discutono, chiacchierano gustandosi un dolcetto fresco e leggero, pronti per iniziare nuovamente a giocare e correre.

Questo che vi propongo è facilissimo, molto proteico con assenza totale di farinacei e grazie alla presenza abbondante di limone risulta leggero in bocca ma pungente.

Il Nergi aiuta a donare dolcezza e aroma all’insieme.

Le mandorle invece le ho usate per dare il giusto grado di croccantezza al tutto, che non deve essere un budino.

Il croccante in questo tipo di dolci è molto apprezzato per “spezzare” la monotonia della crema. Dovendo poi masticare, i sapori si amalgamano bene in bocca e si percepiscono tutti gli aromi.

La crema al limone che vi propongo è simile al lemon curd, ma senza burro.

E’ acre e molto intensa perché non smorzata né da latticini né da farinacei, la ricetta originale la trovate qui, io l’ho modificata in base alle mie esigenze.

L’ho addolcita poco, dipende molto dai vostri gusti personali e se nell’assaggiarla mentre la preparate dovesse essere troppo aspra per voi, aggiungete senza problemi altro miele. Considerate però che con Nergi e mandorle insieme sarà più armonico.

Se pensate che non sia un dolce adatto ai bambini vi dico solo che i miei li ha mangiati tutti Alice: nel vasetto ermetico si sono conservati perfettamente per tre giorni e piano piano li ha divorati. Fosse stato per lei li avrebbe mangiati nella stessa giornata, colazione, merenda e dopocena ma non ho voluto che esagerasse con le uova.

Ora vi lascio alla ricetta che è veramente semplice ed immediata, senza glutine, senza lattosio (senza latticini), senza soia e senza zucchero.

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INGREDIENTI

4 uova bio

2 limoni biologici per la scorza

3 cucchiai colmi di miele millefiori

90 ml olio di riso (o altro olio di semi delicatissimo)

110 ml succo di limone biologico

12 nergi circa

qb granella di mandorle e lamelle di mandorle *

* per celiaci controllate rischio contaminazione

Iniziate mettendo in un padellino le uova, la scorza e il succo del limone, il miele e l’olio, mescolando bene con una frusta per far amalgamare in modo perfetto gli ingredienti.

Ora ponete sul fuoco bassissimo, io ho usato anche il rompi-fiamma per essere sicura di non far attaccare le uova.

Mescolate sempre dolcemente e far rapprendere senza fretta, ci vorranno circa 10 minuti prima che il composto inizi a bollire e diventi denso, una volta raffreddato solidificherà ancora un poco.

Spegnete la fiamma e aspettate che si raffreddi leggermente.

Intanto predisponete le vostre coppette o i vostri bicchierini con della granella di mandorle sul fondo, per ricoprirlo.

Tagliate i Nergi a metà per la lunghezza e poi ogni metà un quattro per avere dei “cubetti” piccoli e uniformi.

Ora versate con delicatezza la crema nelle coppette per ¾ della capienza, poi del Nergi tagliato, un ciuffetto di crema e delle mandorle a lamelle.

Lasciate raffreddare completamente in frigorifero per alcune ore prima di servire.

Avrete un dolce elegante e fresco da proporre ai vostri ospiti, grandi o piccoli che siano😉

Per informazioni, curiosità e altre ricette con Nergi visitate il sito nergi.info/it/

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Frullato eNERGIzzante senza lattosio.

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Quando ero piccola le mie merende consistevano il cibi semplici e genuini.

Non che le merendine confezionate non esistessero, non sono così vecchia, ma non erano la quotidianità come il pane e salame, pane e cioccolato (non quella spalmabile, ma proprio le tavolette di cioccolato fondente), frutta o frullati.

Ogni tanto qualche merendina faceva capolino ma non le amavo particolarmente e ricordo che obbligai tutte le mie sorelle a mangiare i buondì per mesi per riuscire ad ottenere la tenda che regalavano collezionando bollini. La desideravo con tutto il cuore per le mie estati passate in montagna. Non era una tenda da campeggio, ma una tenda giocattolo simile a quelle degli indiani.

Sento tante mamme dire che oggigiorno c’è meno tempo e che è comodo acquistare la merenda già pronta.

Mia madre ha sempre lavorato, aveva quattro figlie a cui badare, una casa enorme, un marito, un cane, un gatto (e a volte qualche altro animaletto), senza lavastoviglie e viveva in un’epoca in cui le “brave donne di casa” dovevano tirare la lucidatrice 🙄 (status di “brava donna di casa” alla quale si è adeguata fino a circa i miei 7 anni per poi fregarsene amabilmente), ma la merenda però era sempre sana.

Non è una questione quindi di tempo a disposizione ma di comodità sicuramente si. Aprire una confezione e tirare fuori un pacchetto richiede poco impegno ma il punto è un altro: state NUTRENDO i vostri figli??

La mia non è una critica, vuole solo essere uno spunto di riflessione, un modo per far riflettere.

Vi assicuro che mia madre era ed è NEGATA nella preparazione dei dolci (e no, non sono stata adottata), quindi non cucinava la merenda. Semplicemente usava prodotti naturali come pane, cioccolato, frutta secca, frutta fresca.

Allora non si conoscevano i rischi delle uova crude, quindi è normale che non venga più fatto, ma che bontà l’uovo sbattuto con qualche goccia di caffè!!!!…e sono ancora viva per raccontarlo😉

Quindi oggi vi propongo una merenda VELOCISSIMA, alternativa, fresca e salutare: il FRULLATO.

Vi sembrerò vecchia e all’antica, ma chiamatelo frullato, è così semplice, così immediato, così ITALIANO.

Non è uno smoothie, non è un milkshake, semplicemente frutta e latte (nel mio caso vegetale) frullati insieme. FRULLATO APPUNTO.

Ed è per questo che mi sono ispirata alla bandiera d’Italia per comporre il mio: dico ispirata perché mia madre, presente mentre lo preparavo, diceva “il verde non è verde bandiera, il bianco non è bianco ed il rosso è rosa”. Già, difficile riprodurre colori così forti, ma basta il pensiero no??!! 😆

Pochi ingredienti e i vostri bambini saranno sazi e pronti a concentrarsi sui compiti pomeridiani senza essere appesantiti, attivi per lo sport o i giochi fra amici.

La mia “ricetta” è ovviamente solo un esempio, potete usare qualsiasi frutto abbiate a disposizione, anche se la banana come base rende il tutto molto corposo.

Il tutto senza glutine, senza latte vaccino, senza soia e senza zucchero.

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INGREDIENTI PER TRE FRULLATI GRANDI:

500 grammi di banane mature

100 grammi fragole

100 grammi NERGI

250 grammi di latte vegetale (per me riso e mandorle)

2 cucchiai di miele millefiori o acacia

1 cucchiaino di succo di limone

LA DOSE DEL LATTE E DEL MIELE E’ MOLTO INDICATIVA, VARIA SECONDO I GUSTI PERSONALI, SE LO VOLETE PIU’ O MENO DENSO O PIU’ O MENO DOLCE.

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Per ottenere gli strati coloratati dovrete prima frullare le banane con il latte e il limone fino a quando non sarà tutto omogeneo.

Il limone è indispensabile per non far ossidare i frutti.

Poi travasate il frullato appena ottenuto in un contenitore e tenetene circa un terzo nel frullatore ed a questo aggiungete i NERGI e frullate.

Versate il frullato verde nei vostri bicchieri, prestando attenzione a non colarlo sui bordi. Per essere sicuri che quando verserete la parte bianca non si mischi, mettete i bicchieri nel freezer per circa 15/20 minuti.

Ora sciacquate il frullatore, per eliminare il verde, e ponete all’interno metà del frullato alla banana che avete tenuto da parte.

Aggiungete le fragole e frullate.

Quando la parte con Nergi nei bicchieri è abbastanza solida potete versare la parte con solo banana e porre nuovamente in freezer. Ci vorrà meno tempo poiché il bicchiere è già gelato.

Trascorsi circa 10 minuti (controllate con un dito che sia abbastanza solido), versate anche il restante frullato con le fragole.

Ovviamente non faccio così tutte le volte che preparo la merenda, solitamente faccio un gusto alla volta, ma di tanto in tanto, o quando vengono ospiti, è bello presentare il frullato diviso per colori!!!!

Merenda pronta, senza glutine, senza latticini, senza zucchero: vedrete che i vostri bambini l’adoreranno e voi non avrete perso tantissimo tempo.

Se volete scoprire qualcosa in più su NERGI visitate il sito nergi.info

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Crostatine fiorite con NERGI senza glutine e senza lattosio

1473846341827.jpgFinalmente la mia avventura con NERGI è iniziata.

Non sapete cosa è Nergi??!!

Non preoccupatevi, neanche io fino a un paio di mesi fa.

Poi grazie alla segnalazione di Manu del Blog Il mondo di Ortolandia, sono stata contattata per ricevere questo piccolo frutto di bosco, provarlo e inventare alcune ricette, FACILI E VELOCI.

Ora che è arrivato posso dirvi che Nergi fa parte appunto della categoria dei frutti di bosco e viene chiamato anche baby kiwi perché come vedete è molto simile una volta aperto.

Attualmente viene coltivato anche in Italia ed è nato da un incrocio naturale di piante avvenuto nella patria dei kiwi e cioè la Nuova Zelanda.

Il bello è che si mangia tutto, non c’è assolutamente scarto.

Il periodo di produzione, come tutti i frutti di bosco, è molto breve: dai primi di settembre fino a fine novembre e se lo volete assaggiare lo trovate nel banco frigo insieme a mirtilli, lamponi e more.

Il sapore è molto molto dolce, l’aspro del classico kiwi è quasi assente ma ne ricorda vagamente il sapore.

Essendo piccolo e non dovendo sbucciarlo è pratico anche come snack ed è ricco di vitamina C, potassio, calcio e magnesio.

Ci tengo a sottolineare che non vengo pagata, quindi la mia non è pubblicità, vi esprimo solo il mio parere di donna e mamma che ha potuto assaggiarlo. Anzi, vi dirò di più, Alice era curiosissima di provarlo e appena arrivato ne abbiamo diviso uno in due.

MENO MALE che l’ho diviso!!!!

Io ho un intolleranza verso il kiwi, mi gonfia le labbra, la gola e scatena un pizzicore molto intenso alla lingua.

Il Nergi mi ha provocato la stessa reazione quindi se non potete consumare kiwi non mangiate nemmeno Nergi.

Ed ora vi presento la prima delle ricette che ho pensato, la più classica delle classiche: crostata di frutta ma in miniatura e con Nergi che crea un effetto floreale.

Ovviamente il tutto con il mio stile, senza glutine e senza latticini. In più ho usato solo miele quindi è senza zucchero e, visto che il guscio di frolla dovrà risultare croccante, anche senza lievito.

Ho voluto provare una nuova frolla, questa volta con farina di mandorle.

Devo dire che il risultato è stato ECCELLENTE, al di sopra delle mie aspettative.

Una frolla molto lavorabile, morbida che non tende a spaccarsi mentre la si stende. E il sapore delicato con una consistenza croccante perfetta per queste lavorazioni.

Mi sono ispirata a questa ricetta di Anna Lisa del blog Senza glutine…per tutti i gusti perché da qualche parte dovevo pur partire e con lei sono andata sul sicuro!! Ovviamente ho sostituito il burro, ho anche aumentato la farina di mandorle e quindi tutti gli altri cambiamenti sono venuti di conseguenza per bilanciare la frolla.

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INGREDIENTI PER LA FROLLA:

1 uovo

45 grammi di olio di riso o mais

80 grammi di farina di mandorle *

115 grammi farina di riso finissima *

20 grammi amido di riso *

50 grammi di miele di acacia

INGREDIENTI PER LA CREMA PASTICCERA:

2 tuorli

30 grammi miele di acacia

25 grammi di amido di riso *

250 ml latte di riso non zuccherato *

semi di mezza bacca di vaniglia

35 NERGI (circa)

15 stampini da crostatina da circa 7 centimetri di diametro

* INGREDIENTI a rischio contaminazione. In caso di celiachia controllare che siano certificati senza glutine.

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PREPARAZIONE CREMA PASTICCERA

Mettere in un padellino il latte di riso con i semi della bacca di vaniglia a fiamma media, non deve bollire.

In un altro padellino sbattete i tuorli con il miele, aggiungetevi l’amido fino ad ottenere una crema omogenea, se necessario prelevate due cucchiai di latte dal totale per aiutarvi.

Quando il latte sul fuoco sarà caldo versatelo lentamente sul composto di uova mescolando energicamente.

Ponete il padellino sul fuoco e lasciare cuocere per almeno tre o quattro minuti, in modo che non sappia di amido dopo la cottura. Una volta raffreddata sarà comunque più soda.

Versate la vostra crema pasticcera in una terrina bassa e ampia per farla raffreddare ma copritela con pellicola trasparente da cucina per evitare che si formi la patina rigida in superficie.

PREPARAZIONE PASTA FROLLA

Con una forchetta sbattete l’uovo con l’olio di riso fino a farli amalgamare molto bene così l’olio non tenderà a separarsi in cottura.

Aggiungete il miele e continuate a mescolare.

Ora unite le farine e l’amido di riso e mescolate fino a farli incorporare poi proseguire con le mani. Create una palla ben omogenea ma non lavorate troppo l’impasto, solo quanto basta per rendere la frolla compatta. Se dovesse essere troppo appiccicosa cospargete il piano lavoro con poco amido di riso e lavorate BREVEMENTE.

Non essendoci burro non è necessario il riposo in frigo, anzi lo sconsiglio per non farla seccare troppo.

Con un pennello da cucina ungete di olio gli stampini da crostatina e infarinateli con farina di riso. Ricordatevi di scuoterli bene per togliere la farina in eccesso.

Accendete il forno a 160 gradi.

Ora potete stendere la frolla con un mattarello (sempre infarinando il piano lavoro con amido o farina di riso) raggiungendo un altezza di 5 millimetri circa.

Con un taglia biscotti dovete ricavare dei cerchi leggermente più grandi della dimensione dei vostri stampi da crostatina in modo che la frolla fuoriesca leggermente dallo stampo.

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Premete bene ai lati per far aderire la pasta e creare il bordo ondulato e con un coltello tagliare gli eccessi di frolla oltre il bordo dello stampo.

Bucherellare il fondo con una forchetta, e adagiatevi dei dischetti di carta-forno. Riempire gli stampi di fagioli secchi per fare in modo che la frolla non cresca in cottura.

Con i ritagli di frolla potete preparare dei mini biscottini per decorare le crostatine.

Infornare per 12 minuti poi togliere fagioli e carta-forno con delicatezza e terminare la cottura per altri 5 minuti.

Lasciare raffreddare completamente.

Intanto tagliate a fettine abbastanza sottili i NERGI, ovviamente con la buccia.

Aiutandovi con un cucchiaino riempite i gusci di frolla fino a metà con la crema ormai fredda e decorate a fiore con le fettine di NERGI partendo dall’esterno e proseguendo con cerchi concentrici fino al centro.

Se volete conoscere meglio Nergi visitate il sito nergi.info

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Biscotti velocissimi senza glutine e senza lattosio con marmellata.

1472304127753.jpgQuest’ultima settimana è stata molto impegnativa: Agata ha iniziato la sua avventura alla scuola materna.

Armata del suo incontenibile entusiasmo ha preparato lo zainetto e ha varcato il cancello della scuola.

I primi giorni felicissima, ma dormiva poco la notte, in un sonno agitato, con molti incubi, stranissimo per lei.

Poi ha esternato in maniera limpida il suo disagio piangendo e chiedendomi fra singhiozzi e lacrime di non lasciarla lì.

Ovviamente, da mamma, è stata dura anche se il fatto che sia riuscita a esprimere ciò che provava e i sentimenti che la turbavano è stato un positivo.

Continuando a far finta che andasse tutto bene, dentro di se si sarebbero agitati tutti quei sentimenti che non riusciva a esprimere che l’avrebbero spaventata e scossa.

Parlare, urlare, piangere è parte naturale della vita ed è stato liberatorio.

Queste sono le VERE SODDISFAZIONI DELLA VITA.

Forse sono di parte, in quanto madre, ma credo che nulla possa riempire più di gioia e appagare quanto vedere i propri figli crescere, fare delle scelte, diventare indipendenti, provare sentimenti e saperli gestire.

Per quanto un lavoro importante possa stimolare, per quanto un hobby o uno sport sia di nostro gradimento e ci realizzi, per quanto un progetto possa completarci e farci sentire importanti e soddisfatti, nulla sarà mai come vedere i propri figli fare scelte (buone o meno che siano), prendere decisioni, combattere, relazionarsi, diventare piano piano delle persone uniche e inconfondibili.

Queste sono le mie SODDISFAZIONI. Il blog, la corsa, il lavoro che avevo sono tutte attività che mi danno tanto, tantissimo, ma ciò che mi riempie l’animo di gioia e mi fa dire “ne vale la pena” sono sempre loro, le mie figlie.

E tutto ciò mi fa vedere situazioni che una volta mi avrebbero fatto arrabbiare o mi potevano ferire da un’altra prospettiva. Ed ora non le considero neanche più, a volte trovo quasi ridicolo che qualcuno si atteggi a grand’uomo (o donna) solo per risultati puramente MATERIALI.

Perché siamo fatti di Anima e dobbiamo nutrirla. E l’unico cibo possibile è l’Amore. Qualsiasi tipo di amore, non materiale. Amore fra persone, amici, marito, madri e padri. A mio parere bisogna chiamare soddisfazioni ciò che facciamo per gli altri, il nostro amore e quello che riceviamo. Soddisfazione è capire chi siamo e nutrire il nostro spirito. Il resto è solo un’aggiunta.

Alice e Agata fanno disperare, urlare, sfuriare, agitare, mi rendono sfinita e arrivo a sera che penso di non farcela più. Ma sono anche la mia batteria e la mia ricarica😉

E io ricarico loro con cibo buono e sano. Prima le ho nutrite IO allattandole ed ora mi occupo di loro con cibo buono, ma non solo al gusto.

E visto che lunedì inizierà la scuola anche Alice e avrà bisogno della merenda, ho preparato questi biscotti.

Soffici, sani, con ottima marmellata.

Per iniziare la terza elementare con carica e grinta.😎

Perfetti per la mattina a colazione, buonissimi per la ricreazione.

E ci tenevo a farveli avere prima dell’inizio scolastico così potete prepararli anche voi!!!!

Facilissimi, si possono realizzare con quello che si ha in casa, non servono ingredienti “strani” o diversi da quelli che ci sono in una normale dispensa.

Senza glutine, con farine naturali, senza latticini di nessun tipo e senza zucchero.

Non ho voluto utilizzare il mio solito zucchero integrale perché sarebbero stati scuri e i compagni di Alice avrebbero fatto molte domande e ho usato sciroppo d’agave.

Talmente facili che non dovrete nemmeno stendere la frolla, perché l’ho lasciata appositamente morbida.

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INGREDIENTI

1 uovo (il mio 53 grammi)

50 grammi di olio di riso (o mais o di semi)

140 grammi farina di riso finissima *

40 grammi amido di mais (maizena) o amido di riso *

½ cucchiaino cremor tartaro *

70 grammi sciroppo d’agave o miele d’acacia

½ cucchiaino raso bicarbonato

QB marmellata senza zuccheri aggiunti per me Arance *

*tutti gli ingredienti devono essere certificati senza glutine

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Per velocizzare il tutto prendete la bilancia e ponetevi sopra la terrina dove farete l’impasto. Rompete dentro l’uovo. Azzerate il peso e ora versatevi dentro l’olio pesandolo. Sbattete energicamente con una forchetta per far legare l’uovo all’olio.

Azzerate la bilancia e pesate lo sciroppo d’agave. Incorporate anche quello sempre mescolando con una forchetta.

Azzerate il peso della bilancia.

Versare la farina di riso ( è molto, molto importante che sia finissima, impalpabile, altrimenti i biscotti ne risentiranno) e incorporarla. Azzerare il peso della bilancia. Versare l’amido, il cremor tartaro e il bicarbonato.

Ora potete mescolare ancora con la forchetta o con le mani se non ci riuscite.

L’impasto sarà molto morbido e appiccicoso.

Accendete il forno a 180 gradi.

Preparate una teglia foderata con carta-forno.

Io per farli tutti uguali mi sono aiutata con l’attrezzo per fare le palline del gelato.

Se non l’avete usate tranquillamente un cucchiaio.

Prelevate l’impasto e fatelo cadere sulla teglia ben distanziato.

E’ molto facile e veloce.

Ora ungetevi con dell’olio le punte delle dita e se non sono usciti ben tondi potete modellarli e, sempre con le dita leggermente unte, premete al centro e fate un buco, allargandolo verso i bordi. NON ARRIVATE FINO ALLA TEGLIA😉

Ora potete riempire il buco con la marmellata da voi scelta aiutandovi con un cucchiaino.

Abbassate la temperatura del forno a 160/170 gradi e infornate.

La cottura è MOLTO importante poiché le farine senza glutine tendono a seccarsi.

I miei hanno cotto il 13 minuti, ma ogni forno fa a se. Vi sembreranno molto morbidi ma considerate che una volta raffreddati induriranno.

In quelli che vedete in foto ho messo poca marmellata. Potete quasi cospargerli tutti, lasciando poco margine e saranno ancora più golosi.

Una volta freddi si conservano in una scatola di metallo per qualche giorno; non so esattamente quanti perché non sono mai durati più di un giorno!!!!

Ed ecco la merenda per la ricreazione o la colazione preparati in un baleno.

Nutrimento per il corpo e per lo spirito delle le mie bimbe, pronte ad affrontare la vita.  

 

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